1931 - La nascita
La Sezione di Morbegno viene costituita nel 1931 per iniziativa di un gruppo di appassionati che riescono a coinvolgere 55 morbegnesi. Con delibera del 23 aprile 1931, il Presidente generale del C.A.I. Angelo Manaresi nomina quale Presidente della “Sezione Bitto” Piero Gianera, affiancato dal Vicepresidente Italo Romegialli e dai Consiglieri Guido Lusardi, Salvatore Schiantarelli, Piero Bertolini e Dino Galli (Segretario).
La sede sociale viene ubicata nel salone retrostante il Caffè Folcher.
1931 - 1944
1932 - In ottemperanza alle direttive della Sede centrale, viene istituito il Gruppo scientifico di cui fanno parte Fausto Scalcini, Diego Vanoni e Dante Cirillo.
1933 - Gli iscritti sono 87. Si dimette il Presidente Piero Gianera. Gli subentra il Vicepresidente Italo Romegialli.
1934 - Nuove dimissioni. Italo Romegialli, ufficiale della Milizia, assume il comando della terza legione di Cuneo e lascia la guida del C.A.I. a Giuseppe (Pino) Milani. In questi anni viene svolta una discreta attività sociale sia sciistica (nelle Orobie, in Valchiavenna e in Alta Valtellina) sia alpinistica (in Valmasino, nelle Orobie ed in Grigna). Inizia anche il lento stillicidio di defezioni (fra le quali quella del primo Presidente Gianera) che riduce sensibilmente il numero dei Soci.
1935 - la Sezione prende parte alle operazioni di soccorso alla comitiva che sulla Rasica è investita da un furioso rovesciamento del tempo (sei vittime, fra queste Antonio Omio).
1936 - Viene affittata una baita alla Corte di Olano da adibire a rifugio in occasione delle uscite con gli sci. In conseguenza degli abbandoni e alle radiazioni per morosità gli iscritti si riducono a 29.
Non esiste documentazione scritta degli anni dal 1937 al 1942.
1942 - Il C.A.I. Morbegno partecipa alla “Staffetta Alpina del Vallo Littorio”, manifestazione che coinvolge tutte le sezioni dell’arco alpino.
1944 - La “Sezione Bitto” si aggrega al C.A.I. Valtellinese come sottosezione.
Il dopoguerra
Tutto riprende lentamente nel 1946. Presidente della Sottosezione di Morbegno è Luigi Martinelli che rimane in carica fino al 1960.
1951 - 1960
Sono anni di entusiasmo sociale che si ripercuote anche nell’attività alpinistica. Una nuova sfornata di giovanotti gravitanti attorno al C.A.I. svolge un’attività individuale di tutto rispetto. La stampa dell’epoca presenta l’alpinismo espresso da Morbegno come il più moderno ed attivo dell’intera provincia.
1960 - Ha inizio all’interno del sodalizio una travagliata contrapposizione fra due correnti di pensiero che si contendono la guida della sezione: gli “sciatori”, più rivolti alla pratica dello sci, e gli “alpinisti” che chiedono di seguire una politica più alpinistica. La spuntano gli “sciatori” dopo due vivaci e controverse assemblee, la cui regolarità viene contestata dalla parte avversa. Gli “alpinisti” non riconoscono la legittimità del nuovo direttivo e si separano dal C.A.I. dando vita al G.E.M. (Gruppo Edelweiss Morbegno).
1961 - 1970
Dopo Luigi Martinelli si alternano alla presidenza Gian Giacomo Robustelli, Giovanni Donadelli, Peppino Gerosa e Giuliano Ciapponi.
1962 - Il C.A.I., grazie all’interessamento di Giangiacomo Robustelli, si stacca da Sondrio e diventa nuovamente sezione autonoma.
La manifestazione più importante del C.A.I. Morbegno in questi anni è il “Trofeo Monte Olano”, gara di slalom gigante in ambiente non servito da impianti. Una curiosità: l’edizione del 1962 è vinta ex aequo da Piero Lombella, direttore negli anni a seguire della Scuola di Sci di Pescegallo, e da Mario Cottelli, futuro responsabile della “Valanga Azzurra”. L’attività alpinistica, pure di ottimo livello, è portata avanti individualmente da pochi soci.
1971 - 1980
Gian Giacomo Robustelli regge le sorti della Sezione dal 1970 al 1977. Gli subentra nell’ultimo scorcio di decennio Giuseppe (Chiscio) Caneva.
1975 - Il C.A.I. organizza la Spedizione alpinistica “Città di Morbegno”. L’obbiettivo è la 1a ascensione assoluta al Puscanturpa Nord nelle Ande Peruviane.
I componenti sono Graziano Bianchi (capo spedizione), Giuseppe Caneva e Carlo Milani di Morbegno, Agostino Da Polenza, Ginetto Mora, Giuseppe Buizza, Edoardo Pozzoli e Felice Boselli (medico). Pieno successo.
1976 - Sulla scia del felice esito della spedizione, inizia un periodo di rinnovato entusiasmo associativo e di intensa attività, che si concretizza nel coinvolgimento di numerosi giovani dai 10 ai 18 anni e dei loro genitori per dare vita al “Gruppo Giovanile”, attivo per soli 4 anni, ma fondamentale per la futura “politica alpinistica” della sezione.
1978 - Viene dato il patrocinio alla spedizione “Morbegno 78” che ha come meta la 1a assoluta al pilastro Nord del Cerro Fitz Roy in Patagonia. La nuova avventura vissuta da Giuseppe Caneva (capo spedizione), Graziano Bianchi, Renato Casarotto, Felice Bottani, Giorgio Bertarelli, Oreste Dell’Oca, Attilio Fiorelli, Giancarlo Rigamonti e Goretta Casarotto non raggiunge i risultati sperati.
1981 - 1990
Giuseppe Caneva mantiene la presidenza fino al 1988.
Gli anni ‘80 sono contrassegnati, anche a Morbegno, dalla nascita del free climbing e dalla prepotente affermazione dello sci alpinismo. La Sezione di Morbegno, che nel frattempo è uscita dal suo “localismo” per interagire con le altre sezioni valtellinesi e lombarde (Sotto-sezione Alta Val Brembana del CAI Bergamo, con la quale si incontra regolarmente al Rifugio Benigni al Lago Piazzotti), è inserita a tutti gli effetti nel processo di rinnovamento dell’alpinismo che coinvolge tutto il Club Alpino Italiano.
1985 - Il C.A.I., in collaborazione con il “Gruppo Amici della Rosetta” di Rasura, propone il “Rallyno della Rosetta”, prova di sci alpinismo a metà strada fra una competizione e un meeting, con l’intento di valorizzare la regolarità della progressione. La manifestazione, che fatica ad incontrare il favore degli sci alpinisti, sostituisce dal 1988 il “Trofeo Monte Olano”, non più effettuabile a causa dello scarso innevamento degli ultimi anni.
1991 - 2000
A guidare il sodalizio tocca, dal 1989 al 1992, a Riccardo Marchini cui fa seguito Vincenzo Spreafico fino al ….
Gli anni ’90 sono caratterizzati da cambiamenti importanti. I Consigli direttivi che si susseguono in questi anni subiscono un ricambio generazionale quasi totale. Con le persone cambia anche l’attività, che diventa più qualificata e professionale nel settore specialistico dello sci alpinismo e più attenta e propositiva relativamente ai problemi collegati all’ambiente. Diversi giovani resisi disponibili a partecipare ai corsi regionali per istruttori, mettono a disposizione della Sezione le loro competenze acquisite per organizzare corsi di sci alpinismo e di arrampicata. I primi tentativi locali confluiscono poi, con una scelta importante e lungimirante, nella Scuola provinciale di alpinismo.
2000 - … 3000
Vengono eletti alla presidenza Vincenzo Spreafico fino al 2000, Franco Scotti 2005 E Domenoco Del Barba dal 2006.
I corsi di alpinismo e di sci alpinismo, organizzati per conto della Scuola provinciale, diventano sempre più qualificati. Contemporaneamente si intraprendono alcune iniziative riguardanti la sentieristica (Culmen di Dazio) e l’informazione.
2002 - Viene pubblicato ALBUM - “Cento anni di montagne in Bassa Valtellina”, un elegante raccolta di immagini, di testimonianze e di ricordi di alpinisti, sci alpinisti ed escursionisti locali.
2004 - Vien pubblicato il 1° Annuario relativo all’attività dell’anno precedente: vita di sezione, ma anche relazioni, interviste, racconti e contributi di carattere scientifico ed ambientalistico.
2007 - Il C.A.I. Morbegno ha finalmente una sede. Con uno sforzo finanziario non indifferente ed il contributo professionale e manuale di numerosi Soci, viene ristrutturato uno stabile messo a disposizione dall’Amministrazione comunale nei giardini di Palazzo Malacrida.
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