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Valli del Bitto

Tour dei quattro laghi

  • Accesso:

    Pescegallo (1454 m)

  • Dislivello:

    1100 m

  • Tempi:

    6.00 h

  • Difficoltà:

    E

Alla scoperta delle antiche miniere – Escursione molto bella che permette di toccare i quattro laghi dell’alta Valgerola occidentale: Trona, Inferno, Rotondo e Zancone.  E’ l’area dove maggiore è la sensazione di alta montagna a causa dell’asprezza delle formazioni rocciose. Sui dirupi sommitali è abbastanza frequente imbattersi in alcuni esemplari di stambecchi.  Le tracce dell’attività estrattiva che in passato interessò questi luoghi rendono ulteriormente consigliabile la visita.

Dal piazzale degli impianti Fupes (1454 m) ci si dirige, lungo un’ampia strada sterrata, verso una baita visibile un centinaio di metri al di là della stazione di partenza della seggiovia. Un cartello indicatore indirizza lungo il sentiero che penetra nell’abetaia. Si raggiunge la baita del Dossetto (1580 m) e, aggirato il costone erboso, si entra nel cuore della Val Tronella. Risaliti i numerosi tornanti disegnati sul ripido versante occidentale della valle, si traversa in piano (baita e fontana) e si perviene ad una modesta pozza (1845 m) adagiata nella depressione formata dal cocuzzolo boscoso del Piich che si protende verso Nord.

Si prosegue lungo la stradina ben marcata che taglia il versante nord-occidentale del Pizzo del Mezzodì e si arriva ad un’insellatura (1900 m) dalla quale, perdendo un’ottantina di metri, si scende alla bianca palazzina del Lago di Trona (1815 m – 1.30 h). Percorso il muraglione della diga, si prende a destra per rimontare il dosso soprastante (baita). Qui inizia la ripida salita lungo il pendio di sfasciumi rossastri dove si incontrano i resti di antiche miniere di ferro: alcune trincee prodotte dagli scavi, l’imbocco di una galleria, i ruderi di un edificio ed il crogiolo, ancora sufficientemente leggibile, di un forno di fusione. Poco più in alto il secondo bacino artificiale, il Lago dell’Inferno (2085 m – 2.15 h) di cui bisogna percorrere la diga per portarsi alla Bocchetta del Varrone (2130 m), aperta fa la Valgerola e la Val Varrone, in provincia di Lecco. Da qui si imbocca verso sinistra il sentiero che guadagna gradualmente in altezza sulla sponda occidentale del lago. Con un’ulteriore salita fra le rocce affioranti di verrucano si giunge alla bocchetta dell’Inferno (2306 m), fra la Valgerola e la Valle di Ornica in provincia di Bergamo.
Una ripida traccia sulla sinistra indirizza verso l’ampia insellatura della Bocchetta del Paradisino (2457 m – 3.30 h). E’ abbastanza frequente incontrare su queste balze esemplari di stambecchi che in taluni periodi dell’anno scelgono quassù la loro pastura. Sul versante opposto la Valle di Trona con il Lago Rotondo (2256 m) visibile giù in basso, raccolto in un appartato ed ameno catino formato dalle pendici del Pizzo di Trona. La discesa è molto ripida e bisogna prestare attenzione a non scivolare sul terreno friabile.
Dal lago si divalla ulteriormente lungo il sentiero ben segnato fino ad incontrare, in corrispondenza di un grosso masso (2043 m), la traccia che proviene dal Passo Bocca di Trona.
Piegando a sinistra si raggiunge il rilievo (1930 m) che sovrasta il Lago Zancone, la cui trasparenza e il cui colore costituiscono ogni volta motivo di stupore. Lungo il sentiero, sempre ottimamente segnato, si passa a monte del lago di Trona e si arriva alla sella di quota 1900 m dove si imbocca sulla destra la via dell’itinerario di salita.

Variante – Mettendo in conto poco più di un’ora in più fra andata e ritorno, dalla Bocchetta dell’Inferno (2306 m)  si può fare una puntata al Pizzo dei Tre Signori, la cui croce è visibile 250 metri più in alto sulla destra. Lungo una traccia ben segnata, districandosi fra vallecole, risalti rocciosi e banchi di detriti, si raggiungono le facili placche sommitali e, quindi, la vetta (2554 m).

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