Le montagne sanno aspettare

Io resto a casa: un invito alla responsabilità, in questi giorni di emergenza per la diffusione del Covid-19, valido anche per chi va in montagna.

Il Club Alpino Italiano lancia un appello ai propri Soci e a tutti gli amanti delle Terre alte, chiedendo di rispettare la prescrizione governativa a non uscire di casa se non per comprovate necessità; il che equivale a rinunciare, per qualche tempo, e nell’interesse generale, alla frequentazione di sentieri, rifugi, vie alpinistiche e pareti ed in particolare nella nostra zona allo scialpinismo ed alle escursioni con le ciaspole. 

Gli appassionati di montagna già sanno che, talvolta, è necessario saper rinunciare ad una vetta per non mettere a repentaglio la sicurezza propria, dei compagni e degli eventuali soccorritori in caso di incidente. Tutto questo è senso di responsabilità.

Solo in questo modo sarà possibile difendere il bene prezioso della salute, salvaguardando, nel contempo, il lavoro di medici ed infermieri che si stanno prodigando in modo encomiabile ed evitando che un sistema sanitario già messo a durissima prova si trovi nella impossibilità di prestare idonee cure a tuti coloro che ne avessero bisogno.

ALPE LENDINE

Domenica 23 febbraio 2020 escursione su neve all’Alpe Lendine.

Vista la situazione di scarso innevamento e della probabile presenza di qualche tratto ghiacciato, decidiamo di utilizzare solamente gli scarponi ed i ramponcini, lasciando a riposo le nostre amate ciaspole.

Alla partenza da Olmo le nubi che ammantavano la Valchiavenna cominciano a sfrangiarsi ed il sole si fa strada ad illuminare la valle ed il serpentone del Cai Morbegno che si inerpica sulla prima salita verso l’alpeggio di Zecca.

Siamo in 21 partecipanti comprese le  gentili ospiti del Cai di Dongo e Calogero del Cai di  Roma.

Giunti a Zecca ci soffermiamo ad ammirare le caratteristiche baite della valle del Drogo e commentiamo la presenza di alcune locandine che segnalano l’intenzione di vendita dei proprietari.

Superato l’alpeggio, il percorso entra in un magnifico lariceto e con andamento tranquillo, qualche salitella e lunghi tratti pianeggianti, procede   verso la valle del Drogo.

Poco prima del caratteristico ponticello sul torrente Drogo  incontriamo un po’ di neve ghiacciata e calziamo i ramponcini. Ci spostiamo quindi sull’altro versante della valle ed affrontiamo la parte più impegnativa della gita risalendo un pendio molto innevato.

Il bosco si dirada ed ecco apparire la fiabesca Alpe Lendine. Siamo solamente a 1710 metri, ma ci colpisce l’enorme quantita’ di neve presente sui tetti delle piccole baite.

Di colpo ci sembra di essere tornati indietro nel tempo, ci incantiamo ad osservare e fotografare questo bellissimo angolo di un mondo antico che si e’ magicamente conservato integro attraverso i secoli, visto che l’alpeggio e’ gia’ menzionato nel secolo XIV come alpe di Olmo.

Naturalmente osserviamo anche le splendide cime che fanno da fondale all’Alpe: il monte Mater ed il Pizzaccio, con in mezzo il passo di Lendine.  Di fronte a noi, anche se un po’ nascosto dalle nuvole chiare, si impone il Pizzo Stella, mentre alla nostra sinistra scorgiamo il bacino del Truzzo.

E’ tempo per una frugale colazione ed il gruppo si divide fra le baite per cercare un posticino senza neve. Abbiamo anche la fortuna di incontrare in una delle baite una  sorridente signora che gentilmente  ci offre alcune tazze di buon caffe’

La discesa verso Olmo  é piacevole e rilassante, anche perché ci si attarda ad osservare i bellissimi larici e a commentare i momenti piu’ interessanti dell’escursione.

PIZ MOTAL

Bella la gita sci alpinistica al Piz Motal 2515 m, partenza da Sfazù (1620 m) dopo Poschiavo (CH) all’imbocco della Val di Campo.
La salita è stata piacevole su dolci pendenze fin sotto la pala finale,  dove il fondo duro e ghiacciato ha richiesto un certo impegno, utili per molti l’utilizzo dei rampanti.

Da ricordare la piacevole vista dalla cima verso il gruppo del Bernina e Palù, e l’ottimo VOV casalingo offerto da Gabriele.

Discesa divertente soprattutto nella parte centrale, neve farinosa per uno slalom tra le piante.