MALINONE

Domenica 7 ottobre 2018
MALINONE
Un balcone sul Badile

 

L’itinerario per Malinone ha inizio a Villa di Chiavenna e precisamente dalla vecchia dogana che collega l’Italia e la Svizzera (frecce segnaletiche alla partenza).

Il percorso, sempre molto panoramico, si snoda lungo gli alpeggi della valle del Luver, proprio sul confine tra Italia e Svizzera, sull’assolato versante destro della val Bregaglia.

Il tracciato ha inizio su una mulattiera, con una serie interminabile di gradini in pietra, che tagliano alcune pendici rocciose, fino a raggiungere l’altopiano di Somasaccio.

Il sentiero riprende alle spalle dell’alpeggio e, seguendo le indicazioni, in breve raggiungiamo e oltrepassiamo la vecchia caserma della Guardia di Finanza.

Proseguendo superiamo gli alpeggi di Ragone e Preginal. Oltrepassato questo ultimo incontriamo un bivio: noi manteniamo la nostra destra (scritta Malinone un poco sbiadita) . Qui il sentiero aumenta di pendenza e dopo circa trenta minuti raggiungiamo la nostra meta.

Le baite di Malinone si adagiano su un panoramico terrazzo erboso, con una magnifica vista sul Badile, Cengalo e sul gruppo delle Sciore.

L’escursione non presenta difficoltà tecniche, se non quella di richiedere un buon allenamento fisico.

 

 

DAL PONTE DEL CIELO ALLA CIMA PISCINO (2090 m.) Uscita n. 30 del 26.09.2018

Mercoledi tempo bello e un po’ freddino: e’ il clima ideale per provare il nuovo ponte tibetano di Campo. Il ponte del Cielo ci portera’ direttamente al maggengo di Frasnino (1063 m.) e da li’ tramite il comodo sentier AV n. 163 faremo una traversata fino a Pustaresc per poi raggiungere il Pizzo della Pruna (1801 m.) punto panoramico eccezionale sulla Bassa Valle e la Valmasino. A questo punto andremo a cercare il sentiero dei Mirtilli che ci portera alla forcella del Piscino ( 1880 m.) Da qui risaliremo verso la Cima del Piscino (2090 m.) nostra meta di giornata. Per poi invertire il senso di marcia e tornare a Pustaresc e quindi al ponte. (E)

Partenza ore 8,30 da park San Giuseppe ( l’apertura del ponte e’ dalle 9,30 alle 16,30)

 

PIZZO TRE SIGNORI DALLA VIA DEL CAMINETTO Uscita n. 29 del 19.09.2018

Il pizzo Tre Signori 2554 m. e’ la montagna piu’ alta della Val Gerola e tutti l’abbiamo spesso salita da vari versanti. Quello proposto per mercoledi e’ un itnerario po’ incosueto: da Laveggiolo si segue la via normale fino alla Bocchetta di Piazzocco (2252 m.) poi con andamento pianeggiante imbocchiamo il Sentiero del Cardinale (e’ una storia del 1913 ed il cardinale era Carlo Andrea Ferrari) che ci porta al Pian delle Parole sul sentiero che proviene dal Rifugio Grassi e che porta alla vetta del Tre Signori grazie al sentiero attrezzato del Caminetto. (EEA puo’ essere utile il kit da ferrata, e’ una via abbastanza facile e verticale, ma non esposta)  La discesa avviene sul normale itinerario e si torna a Laveggiolo.

Partenza ore 7,30 dal Park di San Giuseppe

Gita al Mare

FINALE LIGURE 29-30 settembre

 

  • Traversata Varicotti Noli (gita per sabato pomeriggio)
    ” Il Sentiero del Pellegrino”
    Accesso: da Finale Ligure si procede verso levante fino al paese di Varigotti. Poco prima della galleria alla fine del paese si svolta a sinistra verso la Strada Vecchia. A questo punto si svolta subito nuovamente a sinistra sulla Strada degli Orti e si posteggia l’auto.
    Itinerario: Si prende la Strada Vecchia che sale dolcemente, percorsi circa 300 metri si imbocca il sentiero che si stacca sulla sinistra con evidenti indicazioni, segnavia X rossa. Dopo pochi minuti di percorrenza ci si imbatte in una biforcazione e con una breve deviazione sulla destra si giunge immediatamente alla Chiesa di S. Lorenzo, da cui si gode un ottimo panorama sul promontorio di punta Crena e Varigotti. Tornati al bivio si prosegue in salita sul sentiero e al bivio subito successivo seguire a destra sempre X rossa. In brevissimo si raggiunge il colorato e particolare Mausoleo dell’Australiano, opera realizzata da Giuseppe Cerisola, pittoresca figura varigottese meglio conosciuto come “Carnera”.
    Si continua sul piacevole sentiero godendo di ottimi scorci sul mare. Dopo 15′ di cammino dal “mausoleo” ci si imbatte in un bivio dove si rimane a destra in direzione di Noli. Tralasciando altre deviazioni. si cammina per altri 15′ e prendendo una traccia che si stacca sulla destra si giunge in un minuto alla Torre delle streghe, dalla quale si gode un ottimo panorama. Ripreso il cammino ci si immette sulla strada sterrata che conduce al Monte di Capo Noli. Si prosegue, ora in discesa, sulla strada sterrata tralasciando il sentiero che scende diretto a Noli che si stacca sulla sinistra (Impedirebbe di vedere la bellissima Grotta dei falsari). Percorso 1 km di largo sentiero dal monte di Capo Noli si giunge presso una deviazione segnalata che permette, tramite un ripido sentiero, di raggiungere la Grotta dei falsari.
    Si entra nella grotta attraverso una piccola apertura e trascorso un po’ di tempo ad ammirare questa meraviglia della natura si ritorna al bivio e si prosegue in discesa a destra, raggiungendo in breve la chiesa di Santa Margherita, edificio ormai danneggiato dal tempo. A questo punto si prosegue con lievi saliscendi sino a raggiungere il borgo di Noli. Il ritorno può essere effettuato o per lo stesso tragitto, oppure prendendo un autobus.
    Difficoltà: T
    Tempo di percorrenza: 2h 30′
    Dislivello 300m
    foto: da n.1 a n.8-
  • Anello sulla Strada Napoleonica, Monte Caprazoppa da Finalborgo.
    (gita per domenica)
    Itinerario: dall’antica porta di Finalborgo si attraversa il torrente Pora si svolta a sinistra sulla strada provinciale e dopo un centinaio di metri si incontra a destra l’inizio della strada napoleonica, realizzata verso la fine del 18° secolo per permettere il transito delle artiglierie della Grande Armee, in realtà il tracciato è molto più antico ricalcando un vecchio percorso medievale impostato sull’antica via romana Julia Augusta.
    Il percorso si svolge su stradine sterrate e sentieri salendo a poco a poco fra la vegetazione che ben si adatta al terreno arido e calcareo, si raggiunge la cappelletta Regina Pacis con bel panorama sulla piana di Finale e le sue spiagge; ci si avvicina ora alla linea di costa per poi prendere quota sorpassando una vecchia cava e raggiungendo un vasto pianoro.
    I panorami sulla costa sono via via più ampi e tra la macchia mediterranea si continua verso nord, siamo ora sul versante che guarda verso Borgio Verezzi e sullo sfondo ecco la sagoma dell’isola Gallinara e il promontorio di Capo Santa Croce.
    Continuando su un antico fondo selciato si arriva ad un bivio, si svolta a destra raggiungendo la Cava Vecchia uno dei pochi siti di estrazione della pietra di Verezzi coltivati in galleria.
    Proseguendo si incontrano altre vecchie cave, il lavoro in esse raggiunse il massimo sviluppo nel 20° secolo quando oltre 100 minatori lavoravano nei diversi siti estrattivi.
    Continuando sulla mulattiera selciata che sale nel bosco si raggiunge la cresta sommitale e il sagrato della chiesa di S.Martino (già chiesa benedettina dell’anno mille) e del santuario Maria Regina Mundi.
    Di qui o si ritorna a Finalborgo oppure tempo permettendo si compie una deviazione di 1 ora e si visitano le 4 vecchie borgate di Verezzi caratterizzate da costruzioni in pietra rosa e collegate da stretti carrugi.
    Le case sono una addossata all’altra da sembrare quasi una sola. La pietra è presente ovunque dalle murature delle case ai porticati, agli archi di collegamento fra gli edifici, ai muri di sostegno dei terrazzamenti degli orti, vigne e uliveti, alla pavimentazione delle mulattiere.
    Tornati al bivio di S.Martino attraverso le pinete fra le Rocce di Orera e li monte Caprazoppa si rientra a Finalborgo chiudendo l’anello dell’escursione.Difficoltà: E
    Tempo di percorrenza: 4 h
    Dislivello 400m
    foto: da n.9 a n.11
  • ARRAMPICARE A FINALE LIGUREFinale rappresenta una ricca formazione rocciosa conosciuta in tutta Europa. Si trova nell’entroterra di Finale Ligure, ha un’estensione di una decina di Km quadrati ed è divisa in più altipiani a loro volta distinti in settori.
    Rappresenta quindi un’area molto estesa che offre molteplici tipi di arrampicata, dai monotiri alle vie di più lunghezze.
    ACCESSO. Dall’autostrada A10 (Genova-Ventimiglia) è possibile uscire al casello di Feglino (per raggiungere i settori del Monte Cucco, Spaventaggi….) o a quello di Finale (Rocca di Perti, Monte Sordo….) a seconda della parete prescelta.
    Dalle vie monotiro a quelle che si sviluppano su alcune centinaia di metri, offrono difficoltà per tutti: in media le vie sono sul 5° grado, anche se, come in ogni falesia che si rispetti, le ultime aperture sono oltre il 6a. Ma l’apertura di nuove vie anche su settori “vergini” è sempre in evoluzione e su questi ultimi (come ad esempio il settore delle Tecchie, nei pressi di Pian Marino), si possono trovare tiri abbastanza facili su roccia mai unta. La roccia è quasi sempre ottima, ma spesso consumata dalle frequenti ripetizioni (soprattutto sulle vie “storiche”). Nelle vie di più tiri in genere la chiodatura è in stile classico: leggermente lunga e da integrare nelle vie classiche, anche se posizionata nei punti “giusti”. Ma le possibilità di protezione sono quasi sempre buone.

    La scelta della falesia verrà fatta sul posto in base al numero e alla capacità dei partecipanti.

GROTTA DELL’ACQUA BIANCA

           PRESENTAZIONE

La grotta dell’Acquabianca (o Ferrera) si trova nel comune di Mandello del Lario, in provincia
di Lecco, sulla sponda orientale del Lago di Como.
E’ facilmente raggiungibile in 45 minuti tramite un comodo sentiero dalla frazione di Rongio,
seguendo il sentiero per il rifugio Elisa che risale l’imponente versante occidentale della
Grigna Settentrionale.
La cavità si apre alla quota di circa 600 m ed è composta da due grandi saloni, separati tra
loro da un leggero abbassamento della volta.
La grotte è lunga 170 m e nel punto più ampio misura 40 m di larghezza; ha un’altezza media
di una trentina di metri. La ragguardevole ampiezza di questi ambienti sotterranei e la loro
agevole percorribilità fanno della “Ferrera” una risorsa naturalistica tanto spettacolare per il
visitatore, quanto ottimale per una facile discesa al suo interno attraverso la quale
avvicinarsi all’universo dell’esplorazione speleologica.
Seppure di origine naturale, nel corso dei secoli la grotta è stata modificata dall’attività
dell’Uomo, che l’ha utilizzata come miniera per l’estrazione di materiale ferroso. E’ possibile
far risalire lo sfruttamento minerario dell’Acquabianca al Medioevo, e la sua cessazione al XV
secolo D.C..
La grotta è facilmente percorribile per tutto il suo sviluppo. Durante la visita viene piazzata
temporaneamente una corda corrimano per agevolare la discesa lungo il breve tratto
scivoloso in leggera pendenza (ca. trenta metri ricoperti d’argilla) che divide i due saloni.
E’ proprio in questo tratto che è ancora chiaramente visibile – e la si percorre – la scalinata
citata da Leonardo da Vinci nel Codice Atlantico: «E i magior sassi scoperti che si truovno in
questi paesi sono le montagnie di Mandello, visine alle montagnie di Leche e di Gravidonia.
In verso Bellinzona a 30 miglia a Leco, è quelle di valle Ciavenna; ma la maggiore è quella di
Mandello, la quale à nella sua basa una busa di verso il lago, la quale va sotto 200 scalini e
qui d’gni tempo è diaccio e vento».
Nel corso della visita sotterranea si incontrano una bella cascatella, che si perde nei meandri
della terra attraverso massi di frana, una postazione frequentata da una colonia di chirotteri,
dei suggestivi crepacci rocciosi, nonché i cunicoli tortuosi che dal pavimento scendono a
profondità di 40- 50 m e dai quali veniva estratto il materiale ferroso.
La volta è ricoperta in più punti da tipi diversi di muffe che creano uno spettacolari effetto
catarifrangente quando vengono illuminate. La volta è inoltre adornata in alcuni punti da
bellissime colate di bianchissima calcite.
La visita completa all’interno della grotta dura all’incirca 2 ore, e viene effettuata in regime di
massima sicurezza grazie all’accompagnamento congiunto di una Guida Alpina e dell’esperto
speleologo locale che ne ha effettuato il rilievo. Ai visitatori sprovvisti verrà fornita tutta
l’attrezzatura necessaria per vivere questa entusiasmante esperienza (casco, imbracatura,
lampada frontale, longe).
Specificarlo in fase d’iscrizione
info@caimorbegno.org
cell. 348 9491422

 

CIMA DI VALLUMBRINA (3222 M.) Uscita n. 28 del 12.09.2018

Mercoledi 12 settembre si prospetta una giornata ancora estiva per cui si puo’ fare un bel 3222 metri: la Cima di Vallumbrina. Dal rifugio Berni a 2541 m. sulla strada per il passo Gavia si segue il sentiero n. 25; prima del ponte dell’Amicizia si prende il sentiero che porta al bivacco Battaglione Ortles e quindi alla cima di Vallumbrina a 3222 m. Sulla vetta si trovano importanti resti di fortificazioni e reticolati della prima guerra mondiale. E’ un’escursione facile e  molto panoramica con dislivello di circa 750 metri (E)

Partenza ore 7,30 dal park di San Giuseppe

Grotta dell’Acqua Bianca

La caverna, formata da un unico ambiente molto vasto, è dovuta a fenomeni di carsismo ed è percorsa da un ruscello che si disperde nelle fratture del basamento, ed è possibile osservare nel suo interno gli scavi, traccia della passata attività di estrazione di idrossidi di ferro.
Una guida ci accompagnerà per tutto il percorso.
Ritrovo domenica 23 settembre alle ore 8,00 in Piazza Sant’antonio a Morbegno, viaggio con mezzi propri fino alla frazione Rongio di Mandello del Lario.
Salita a piedi lungo il sentiero che porta al Rifugio Elisa per circa 45′ fino all’ingresso della grotta posto a 590m di quota.
Tempo previsto per la visita della grotta circa 2 ore.
Iscrizione obbligatoria entro lunedì 17 settembre in sede, via e-mail info@caimorbegno.org o contattando Marco 348 9491422.
Quota di partecipazione Euro 10,00.
Attrezzatura da trekking, con giacca a vento e scarponcini. Si consiglia di portarsi un cambio del vestiario, perché probabilmente in grotta ci si sporca di fango.
Obbligatorio casco,  torcia frontale e imbrago. Il gruppo speleologico mette a disposizione questo materiale a chi ne fosse sprovvisto (segnalarlo in fase d’iscrizione).

SKYRACE DELLA ROSETTA – Uscita n. 27 del 05.09.2018

Visto che ci siamo persi la Skyrace della Rosetta che si e’ corsa domenica scorsa, andiamo a rifarla per conto nostro e con qualche variazione di percorso: partenza dal Bar Bianco (1522 m.) da cui andiamo a risalire il pendio fino ad incrociare la deviazione che fa parte del tracciato della gara che ci portera’ fino alla bocchetta posta tra il Pizzo dei Galli ( 2215 m.) ed il Pizzo Olano (2265 m.) e che ovviamente saliremo entrambi. Quindi dal Pizzo Olano seguiremo la cresta divallando per un breve tratto in Val Lesina per raggiungere l’attacco della  cresta nord del monte Combana (2327 m.) e da qui ridiscendere alla volta della Cima della Rosetta (2156 m.) e del sottostante Bar Bianco. (EE)

Partenza ore 8 dal parchegggio di San Giuseppe.