MERCOLEDI’ 16 AGOSTO USCITA SOSPESA
CHIUSO PER FERIE.
BUON FERRAGOSTO E BUONA MONTAGNA A TUTTI !
CHIUSO PER FERIE.
BUON FERRAGOSTO E BUONA MONTAGNA A TUTTI !
ESCURSIONE IL VAL GEROLA AL PIZZO TRONA 2510.
Itinerario: vedi http://www.caimorbegno.org/?portfolio=pizzo-trona
Dislivello 1200 Difficoltà EEA Tempo salita 4 h
Ritrovo Partenza ore 7.30 Piazza San Rocco
ESCURSIONE IL VAL MASINO – VALLE DI PREDA ROSSA – BOCCHETTA ROMA 2890.
Itinerario: Preda Rossa 1830 Rifugio Ponti 2559 Bocchetta Roma 2890
Difficoltà E Dislivello 1000 Tempo salita 3 h
Ritrovo partenza: CAPRICCIO / LA RUOTA ORE 7.00
PIZZO SPADOLAZZO 2720 m
Ritrovo: Morbegno, domenica 6 agosto ore 7,00 P.zza S.Antonio (mezzi propri)
Il Pizzo Spadolazzo 2720 m, al centro fra la Valle di S. Giacomo e la Val Niemet, circondato da Cime più note che superano i 3000 m è uno dei punti panoramici di maggior pregio della zona.
La via di salita “normale”, risale la cresta Sud Est proveniente dal Passo Emet; per scendere però, in direzione del Passo dello Spluga, fino al Passo Suretta. Possibilità di scendere in Svizzera nell’isolata Valle Ursaregis, alla cui testata si trova il Lago Ghiacciato. Una meravigliosa traversata sotto il versante Nord Est dello Spadolazzo, ci ricondurrà al punto di partenza.
Località di Partenza –
Stuetta di Montespluga (SO) (1905 m s.l.m.) per il rifugio Bertacchi
Dislivello – 900 m Difficoltà – E / EE Tempi di percorrenza – 6 ore per l’intero anello.
Attrezzatura: da escursione di alta montagna

Escursione in Val Gerola al pizzo dei Tre Signori 2554.
Itinerario : Pescegallo 1450 – Laghi di Trona ed Inferno – Bocchetta di Piazzocco 2252 – Pizzo dei Tre Signori
Dislivello 1150 Difficoltà E Tempo 5/6 H
Ritrovo partenza ore 7.30 Piazza San Rocco
Visto dal rifugio Gerli Porro, in Val Ventina, il Pizzo Rachele fa bella mostra di sé: una bella piramide, piuttosto alta che si affaccia sul ghiacciaio. Mi incuriosisce il nome ma su internet non ho trovato nessuna spiegazione, e neppure il capanàt mi è d’aiuto; forse è una dedica, un po’ untuosa, fatta nel ventennio fascista, forse invece c’è una ragione più romantica. Ci informeremo meglio. Comunque sia siamo quasi una trentina di persone partite da Morbegno per salire il Pizzo o per lo meno per girargli intorno. Da Chiareggio saliamo compatti, raggiungiamo il rifugio e poi ci addentriamo nella valle, risalendo l’orlo della morena di sinistra. Seguiamo i segnali dell’Alta Via della Val Malenco che ci porta a salire il ripido pendio verso il Passo del Ventina, a quota 2.600 m. A metà salita cominciamo a calpestare neve, caduta nei giorni precedenti. Tra neve e sfasciumi, che non ci agevolano, arriviamo al valico, che ci permette di affacciarci sull’altro versante, dove possiamo vedere i laghetti di Sassersa, meta di una buona parte del gruppo. Scattiamo qualche foto, mangiamo qualcosa e poi ci separiamo: alcuni vanno ai laghi e successivamente scenderanno fino a Primolo, altri raggiungeranno anche loro i laghi ma poi torneranno dalla stessa strada percorsa in precedenza, per raggiungere, con le auto, quelli del gruppo precedente. In undici invece saliamo alla cima del Pizzo Rachele. Partiamo sulla cresta Ovest, inizialmente senza alcuna difficoltà particolare. Capiamo però presto che la neve ci avrebbe procurato qualche grattacapo: un manto di una ventina di centimetri copre ogni traccia di salita e ci nasconde le placche scivolose che ogni tanto ci troviamo sotto i piedi. Così la salita, normalmente abbastanza semplice, si presenta oggi un po’ più complicata. Al primo intaglio dobbiamo già tirar fuori la corda dallo zaino; un salto di alcuni metri, sopra un versante esposto, ci obbliga a legarci e a mettere qualche protezione per superare il tratto in sicurezza. Anche gli scarponi bagnati e slittanti non ci aiutano a salire in tranquillità sulla roccia. Comunque sia, tutti superano l’ostacolo e si torna a risalire il versante, sempre più bianco e scivoloso. Così mettiamo mano anche alle picozze e proseguiamo fino alla parte finale della salita. Un canalino stretto e bagnato ci obbliga nuovamente ad attrezzare la salita, così come il traverso finale che ci porta in cima. Siamo decisamente in ritardo sulla tabella di marcia, ma fortunatamente le previsioni meteo favorevoli hanno mantenuto quanto promesso, cosicchè, nonostante un vento un po’ fastidioso, godiamo di un bel tempo e quindi di una certa tranquillità. Dalla cima il panorama è notevole, anche se un po’ limitato dalla nuvolaglia che ci gira attorno dalla mattina. Scattate le foto di rito ci affrettiamo a scendere. Sappiamo che scendere dei tratti in doppia, in undici, non è una cosa veloce per cui cerchiamo di affrettare i tempi, attrezzando a volte anche due calate parallele. Senza intoppi particolari arriviamo nuovamente al passo e da qui al rifugio. Non è certo presto, ma crediamo di esserci guadagnati almeno una birra, così ci fermiamo alla Porro dove scambiamo due chiacchiere con il gestore, soddisfatto dell’affluenza domenicale, e con alcuni alpinisti che ci informano sui loro programmi dei giorni successivi. Il comodo sentiero ci porta velocemente alle auto in attesa a Chiareggio. C’è “campo” per i cellulari, così possiamo avvisare casa che è tutto a posto, ci siamo solo attardati per goderci con calma una salita in stile alpinistico.
Alessandro Caligari
Per domenica 23 luglio, è prevista l’uscita alpinistica al Pizzo Tresero, una vetta del gruppo Ortles-Cevedale e della famosa traversata delle “13 cime” del Ghiacciaio dei Forni.
RELAZIONE
(via normale dal Passo Gavia)
Descrizione della salita:
Di fronte al Rifugio Berni (q. 2541 m) parte il sentiero segnalato con il N.25 che si segue, dopo aver attraversato un ponte che scavalca un torrente, in falsopiano e che con leggeri saliscendi porta, dopo cica una decina di minuti, ad un bivio con tabelle che chiaramente indicano i vari sentieri. Noi seguiamo il sentiero N.41, che dopo un po´, in leggera discesa, ci porta ad un ponte, chiamato dell´amicizia, e che attraversa il torrente che scende dalla Vedretta del Dosegù. Ora il sentiero, sempre ben evidente e ben segnalato, comincia a risalire le balze moreniche poste ai piedi della cresta sud-ovest della nostra cima, fino ai piedi di un anfiteatro morenico che si attraversa in piano (ometti) e che in fondo al quale comincia la salita sul ghiacciaio. Dapprima si risale ripidamente questo primo tratto di ghiacciaio (sulla nostra sinistra si può scorgere il Bivacco Seveso, posto proprio sulla cresta), poi tenendosi sempre nei pressi delle rocce alla base della cresta si prosegue con minore pendenza superando poi un costolone di roccia che scende dalla cresta e raggiungendo a sinistra un ripido nevaio che, seguendolo fino all´apice ci porta sulle rocce di cresta. Il passaggio per montare sulla cresta dal nevaio, essendo costituito di un piano inclinato piuttosto avaro di appigli, è stato attrezzato con una catena. E´ comunque un passaggio di pochi metri, dopo i quali si è sulla cresta, la quale inizialmente è piuttosto stretta ed esposta, ma via via diviene più agevole e in pochi minuti ci porta in vetta dove ci attende una grande croce.
Discesa:
Come per la salita.
Ritrovo: ore 5,30 Piazza S.Antonio (mezzi propri)
Dislivello: 1100 m
Difficoltà: F+
Attrezzatura: da alpinismo (imbrago con cordino e moschettone, picozza, ramponi e casco)
Iscrizione: obbligatoria, entro venerdì 21 luglio in sede, via mail info@caimorbegno.org, o contattando:
Emil 339 6226883
Francesco 342 0087057
ESCURSIONE IN VALLE DEL BITTO DI ALBAREDO: SENTIERO STEFANO TIRINZONI E MONTE PISELLO.
Itinerario di massima: Scoccia 1380 Corte Grassa 1500 Corte Grande 1600 Baitridana Rifugio Alpe Piazza 1835 Alpe Pedroria 1929 Cima Pisello 2272.
Dislivello circa 1000 – Difficoltà E – Tempo 5 h
RITROVO PARTENZA: ORE 8.00 Piazza S. Antonio – Park La Stria.
ESCURSIONE in VAL BREGAGLIA al PIZZO LUNGHIN 2780 dal Maloja.
DIFFICOLTA’ EE DISLIVELLO 980 TEMPO 5/6 H
RITROVO PARTENZA ORE 7.00 PARK SAN GIUSEPPE
RELAZIONE
Il percorso attrezzato che, ad oggi, si snoda dal Passo Castellaccio a Passo Pisgana, ricalca la via di arroccamento che gli Alpini utilizzarono durante la prima Guerra Mondiale per collegare le postazioni installate in cresta. Il percorso è, nel tempo, in continuo sviluppo ed attualmente è caratterizzato dalla possibilità di interromperlo in 4 punti che nello stesso tempo ne identificano anche le diverse difficoltà del percorso stesso. Il nome “sentiero dei Fiori” non deve trarre in inganno in quanto si tratta di una via d’alta montagna sviluppata alla quota media di 3000mt da affrontare con adeguata attrezzatura e preparazione in particolare se si pianifica di chiudere l’escursione ad anello e di affrontare il lungo tratto da cima Payer a Passo Pisgana.
Per la nostra gita di domenica 16 luglio, valuteremo sul posto in base all’affluenza di alpinisti e le tempistiche se chiudere la ferrata con la prima uscita al bivacco Lagoscuro oppure con la seconda dopo il passo Lagoscuro.
AVVICINAMENTO
Saliti al Passo Paradiso tramite gli impianti, si segue la traccia di sentiero n.44 -continui segnavia colorati- ,che passa nei pressi di un monumento ai caduti, fino a portarsi sotto le morene del Passo del Dito e del Passo Castellaccio (sulla destra della conca guardando il ghiacciaio Presena). In salita inizialmente tramite salti rocciosi poi lungo sentiero si raggiunge il Passo del Castellaccio-2960 m-1.15 h. Poco sotto il Passo si trovano ancora numerosi resti di filo spinato che era stato collocato per rendere difficoltoso l’accesso al Passo da parte austriaca. Dal Passo, la visuale si apre sull’ampio ghiacciaio del Pisgana ed una parte della cresta lungo la quale si sviluppa la via. Il “Sentiero dei Fiori” inizia qui, così come evidenziato dalla segnaletica e cartellone storico-descrittivo che si ritroverà lungo il percorso nei punti di maggior interesse.
LA FERRATA
Indossato l’equipaggiamento si inizia la cresta superando pochi metri di materiale detritico, e si perviene da subito nei pressi di una postazione di artiglieria dalla quale inizia una lunga cengia attrezzata con cavo e catena. La prima parte della cengia è caratterizzata da un lieve sali-scendi aiutati anche dalla presenza di alcune staffe metalliche mentre la seconda parte è “ricca” di passerelle in legno che seguono orizzontalmente lo sviluppo della parete e proprio da una di queste passerelle (facoltativo) è possibile deviare nettamente in verticale ed in forte esposizione per alcuni metri, con l’ausilio di una serie ravvicinata di staffe, in direzione del “nido d’aquila” ex postazione di vedetta ora suggestivo punto panoramico. Nella parte alta di questa deviazione vi sono alcune facili roccette attrezzate con cavo. Ritornati sulla cengia, si superano le passerelle raggiungendo il “Gendarme di Casamadre” dal quale, ora, parte la prima lunga passerella metallica (75mt). Alcune staffe agevolano l’accesso alla passerella al termine della quale, un imponente ancoraggio permette l’attacco della seconda (55mt) . Queste 2 nuove passerelle sono comunque ancora oggi aggirabili utilizzando la galleria costruita nel 1918 (67mt) il cui ingresso si trova pochi metri prima dell’inizio della passerella più lunga e si ricongiunge al termine della seconda passerella attraverso una breve cengia (indispensabile l’ausilio di una torcia).
Si riparte in leggera salita , si aggira uno spigolo e si raggiunge la parte alta della cengia dalla quale si perdono alcuni metri con l’ausilio di alcune staffe metalliche arrivando in un tratto della via dove si trova facilmente neve anche in tarda stagione. Da un bel pulpito panoramico inizia un lungo sentiero non attrezzato che attraversa anch’esso pendii talvolta innevati in direzione di uno spigolo da superare con l’ausilio di alcune staffe, siamo ancora nel tratto di cresta che sovrasta la conca Presena così come si può vedere da una interruzione momentanea della cresta . Si salgono alcune roccette attrezzate, senza particolari difficoltà eccetto la solita possibilità di trovare tratti innevati , si risalgono alcuni massi instabili , ci si cala su un comodo sentiero e si raggiunge in breve la capanna Lagoscuro (bivacco Amici della Montagna) proprio sotto la cima del Corno Lagoscuro -3165 m- raggiungibile con una brevissima deviazione. Dal bivacco, aperto solo in presenza dei responsabili, si scende in direzione del Passo Lagoscuro e dopo alcune roccette si trova, a sinistra, all’altezza di una forcellina, una segnaletica che permette di interrompere la via e scendere in direzione di Capanna Presena -1.00h- evitando il ghiacciaio.(1° possibilità di chiusura della ferrata)
Continuando verso Passo Lagoscuro si superano alcuni massi, traccia di sentiero, una gradinata di roccia artificiale ed in circa 40′ dal bivacco si toccano le fortificazioni del Passo -2970mt-.
Qua termina la parte più frequentata del “Sentiero dei Fiori” ed in un certo senso quella tecnicamente meno impegnativa. Da qui vi è la possibilità di chiudere “calandosi” in direzione del sottostante Lagoscuro -1.00h- e successivamente in risalita verso Passo Maroccaro -40′- si raggiunge il ghiacciaio Presena (nevaio) scendendo dal quale -30′- si raggiunge poi Capanna Presena con possibilità di continuare in seggiovia fino a Passo Paradiso (2° possibilità di chiusura della ferrata).
La nostra gita per ragioni di tempistica e difficoltà tecniche non può andare oltre.
Ritrovo: Morbegno, ore 6,00 P.zza Stazione
Dislivello in salita: 600 m 1° anello, 800 m 2° anello (quota max 3166 m)
Difficoltà: EES
Attrezzatura: alpinistica (casco, imbrago, set da ferrata, un moschettone a ghiera e cordino, ramponi )
Quota di partecipazione: 25 € per viaggio in pullman e funivia
Iscrizione: obbligatoria, entro mercoledì 12 luglio, in sede, via e-mail info@caimorbegno.org
oppure contattando
Marco 348 9491422
