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Val Masino

Sentiero Roma

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  • Accesso

    lungo la statale 36, in prossimità di Ardenno, si imbocca sulla sinistra la strada della Valmasino che si segue fino al suo termine ai Bagni di Masino.

  • Difficoltà

    Svolgendosi in ambiente d’alta montagna richiede un buon allenamento ed esperienza. I tratti cruciali corrispondono all’attraversamento dei passi sulle costiere rocciose che dividono le varie valli: mai banali, seppure attrezzati, essi sono spesso molto difficili in caso di cattivo tempoo di forte innevamento.

  • Attrezzatura

    Oltre all’abbigliamento e a calzature adatte alla quota, munirsi di imbragatura, cordino e alcuni moschettoni per assicurarsi alle corde fisse oltre ad una corda, una piccozza ed un paio di ramponi per comitiva.
    E’ consigliabile informarsi sulle condizioni di innevamento

  • Periodo consigliato

    da luglio a fine settembre

  • Dislivello e tempi

    3036 m in 18 ore così suddiviso:

    Bagni Masino-Rif. Omio
    dislivello in salita 930 m – da 1170 a 2100 m
    tempo: 2 h e 30 min

    Rif. Omio-Rif.Gianetti 
    dislivello in salita 550 m – dislivello in discesa 120 m
    tempo: 2 h e 30 min

    Rif.Gianetti-Rif.Bonacossa
    dislivello in salita 580 m – dislivello in discesa 730 m
    per il p.so Camerozzo 2765 m
    il p.so Qualido 2647 m e il
    P.so dell’Averta 2540 m
    tempo di percorrenza: 5 h

    Rif.Bonacossa-Rif.Ponti  
    dislivello in salita 1150 m – dislivello in discesa 976 m
    attraverso il p.so Torrone e Cameraccio 2950 m
    e la Bocch. Roma 2898 m
    tempo di percorrenza:8 h

    I tempi sopra riportati si riferiscono ad un escursionista mediamente allenato, va da sè che possono subire variazioni (6h e 30 min sono i tempi impiegati per lo stesso percorso con partenza e arrivo a Filorera dai vincitori del Trofeo Kima) anche sulla base dell’innevamento residuo

Il Cai di Milano, proprietario della maggior parte dei rifugi della Val Masino pensò, nel 1928, di creare un itinerario che permettesse ai frequentatori della Valle di potersi spostare da un rifugio all’altro senza dover scendere a valle. Nacque così una via d’alta quota che mise in contatto tra loro il Rifugio Gianetti, il Rifugio Allievi oggi Bonacossa, il Rifugio Ponti e successivamente anche il Rifugio Omio.
Il Sentiero Roma è diventato, con il passare degli anni, una delle classiche alte vie italiane catturando ogni estate una moltitudine di frequentatori che lo percorrono estasiati dalla bellezza dei paesaggi. L’escursione si snoda tra i 2100 metri del rifugio Omio ed i 2950 m del passo Cameraccio e prevede mediamente tre giorni per la sua percorrenza.
Nel mese d’agosto lungo il suo tracciato si corre il Trofeo Kima, una maratona d’alta quota ricca di agonismo e partecipazione.

Il sentiero si presenta ben segnalato e può essere percorso nei due sensi, di seguito descriveremo in modo molto sintetico l’itinerario in senso orario dal Rif. Omio al Rif.Ponti.

Si raggiunge il Rifugio Omio (2100 m) dai Bagni Masino percorrendo il sentiero che sale ripido nel bosco.
Sulla destra del rifugio si stacca il sentiero che taglia in diagonale i pascoli superiori della Valle dell’Oro puntando verso la caratteristica Punta Milano e portandosi a risalire la costiera del Barbacan scavalcata la quale si scende seguendo le funi metalliche in Val Porcellizzo.
Il sentiero conduce con percorso pressochè in quota al Rifugio Gianetti (2534 m) posto in bellissima posizione ai piedi del pizzo Badile (3308 m).
Si prosegue in direzione est con alcuni saliscendi su placconate, si passa sotto lo splendido spigolo sud del Cengalo (spigolo Vinci) e si sale poi decisamente al Passo del Camerozzo (2765 m) stretto intaglio che immette in Val del Ferro.
La discesa dal passo è uno dei tratti più impegnativi del percorso in quanto, pur attrezzato, è molto esposto. Si attraversa tutta la Val del Ferro (Bivacco Molteni-Valsecchi poco sotto il percorso) si scavalca il Passo Qualido e successivamente, dopo aver attraversato la Val Qualido, il Passo dell’Averta dal quale appare in tutta la sua selvaggia bellezza la Val di Zocca ed il Rifugio Allievi-Bonacossa (2390 m).
Dal rifugio si percorre il sentiero che a semicerchio passa sotto le incombenti pareti della Punta Allievi, Rasica e Torrone fino a portare in breve al Passo del Torrone (2550 m) posto alla base dello spigolo sud del Picco Luigi Amedeo.
Scesi lungo il canale, con l’aiuto di alcune funi metalliche, si riprende la salita verso il Passo del Cameraccio attraversando una delle valli più belle e selvagge del Masino, la Val Torrone.

Lasciata a destra la deviazione per il Bivacco Manzi, si sale su neve al Passo Cameraccio (2950 m) che si guadagna mantenendosi sulle rocce di destra dove sono ancorate alcune funi metalliche.
Scesi sul versante opposto si seguono i segnali che si snodano lungo l’anfiteatro della Val Cameraccio abbassandosi fino a circa 2500 m per passare sotto la morena del Ghiacciaio di Pioda.
Si piega ora a destra per risalire la ripida sponda, prima su neve poi su roccette,che conduce alla Bocchetta Roma (2898 m).
Siamo ora nella Valle di Predarossa e in breve su piode scendiamo al Rifugio Ponti (2559 m) e da esso per facile sentiero a Predarossa e quindi a Filorera.

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