MARMOLADA

Fine settimana indimenticabile per l’uscita sociale di scialpinismo del 2-3 aprile 2016,  LA MARMOLADA  ha confermato la sua bellezza e la sua difficoltà.

Primo giorno: salita da Malga Ciapela ( BL ) 1450 m con la funivia fino alla stazione di Punta Rocca 3265 m, raggiunta a piedi in pochi minuti. Da qui discesa in fuoripista su ripidi pendii fino agli impianti di risalita Pian dei Fiacconi e poi lungo la pista diretti al lago di Fedaia 2074 m al Rifugio Dolomia.

Secondo giorno: partenza alle 7,00 sci ai piedi per la Punta Penia 3342 m.

Salita in direzione del Rifugio Pian dei Fiacconi , poi spostamento sulla destra con un lungo diagonale che ci porta nel ripido canalone di fronte alla parete nord. Qui comincia la parte più impegnativa della salita, le ripide pendenze e il manto nevoso assolutamente duro, ci costringono fin da subito a mettere i rampanti agli sci e poi in prossimità dello stretto passaggio con rocce affioranti e fondo ghiacciato, a calzare i ramponi fino alla sella a circa 3000 m. Rimessi gli sci ai piedi si risale lo spallone finale la cui pendenza diminuisce progressivamente, fino a raggiungere la croce di vetta.

Grande entusiasmo per tutti i partecipanti, ben  29 hanno raggiunto la cima  più alta della Marmolada, un itinerario impegnativo di grande soddisfazione.

 

 

 

 

 

 

 

Piz Muntiscè

Alla sera (d’estate)

Venerdì scorso, 19 giugno, si è tenuta la consueta cena d’inizio estate. Sul terrazzamento con “vista Disgrazia” della nostra sede, all’interno dei giardini di Palazzo Malacrida, ci siamo intrattenuti in una gradevole sera di giugno, fatta di “nubi estive e zeffiri sereni” per dirla come Foscolo. Comodamente seduti ai tavoli, tra una fetta di polenta ed un assaggio di salsiccetta ai funghi, abbiamo osservato il tramonto e le evoluzioni di strane nuvole. Sceso il sole, dato che gli zeffiri che scendono dalla Val Gerola non sono così sereni come vorrebbe il poeta, siamo subito ricorsi ai maglioni, continuando poi però con le nostre conversazioni e con le soddisfazioni della tavola. Quando il buio ha avuto il sopravvento su una delle giornate più lunghe dell’anno, le candele hanno dato un tocco d’atmosfera alla tavolata. Dolci, caffè, ammazzacaffè e digestivi  alle erbe più improbabili, hanno piacevolmente dilatato i tempi della cena. Poi in un baleno abbiamo smontato la sala delle feste, e presi armi e bagagli abbiamo lasciato l’ormai silenziosa contrada Scimicà che, nonostante noi, tentava di dormire.

PIZ GRIATSCHOULS

La seconda gita di scialpinismo, prevista per il 16 febbraio, è stata rinviata alla domenica successiva a causa del maltempo: il giorno 23 splendeva il sole su Zuoz, il paese dell’Engadina punto di partenza dell’itinerario.

Con grande soddisfazione per gli organizzatori anche in questa gita abbiamo superato le trenta presenze, a conferma del fatto che la scelta delle mete è di grande interesse. 

Ha contribuito a rendere piacevole la salita il clima mite, nonostante le basse temperature, grazie all’esposizione del percorso a sud e alla totale assenza di vento: subito dopo il primo tratto pianeggiante, quando la salita si è fatta più ripida, si è cominciato a sudare e molti di noi si sono messi addirittura in maglietta.

Avanzando su pendenze costanti, a circa 2300 m, siamo giunti a un rifugio/bivacco per una breve sosta; da qui procedendo su ampi pendii abbiamo raggiunto la sella sotto l’ultimo ripido tratto finale che conduce all’anticima, sulla quale alcuni sono giunti con qualche difficoltà a causa dell’estrema pendenza e della numerosa presenza di alpinisti. 

La salita della gita CAI si è chiusa sull’anticima perché il canalino finale sotto la vetta, molto ripido e carico di neve, non garantiva assoluta sicurezza. Ottimo colpo d’occhio sull’imponente Piz Kesch alle nostre spalle e sul versante opposto sul Piz Arpiglia e il Piz Uter, potenziali mete per gite future. Dopo i saluti di vetta e il veloce ristoro, alla snocciolata ci siamo lanciati in una discesa che, grazie alla neve nel primo tratto ancora farinosa e nella parte finale trasformata “al punto giusto”, ci ha regalato grosse soddisfazioni.

Come di consueto, un video a ricordo della splendida giornata: clicca qui.

PIZ MURAGL

Alla partenza del trenino a cremagliera di Muottas Muragl, domenica 12 gennaio si sono presentati all’appello ben trentaquattro scialpinisti, per partecipare alla prima escursione con le “pelli di foca”. Tempo bellissimo con cielo terso e temperatura di parecchi gradi sotto allo zero contrariamente alle previsioni.

Dopo il consueto controllo degli artva, alla spicciolata la comitiva si è avviata verso la stretta valle boschiva del primo tratto dell’itinerario. Superate le baite di Tegia Muragl, il lungo percorso pianeggiante ci ha permesso di procedere di pari passo, recuperare il fiato e scambiare quattro chiacchiere per conoscere i nuovi compagni, vista la presenza anche di membri del Cai di Sondrio e di Colico. Percorsi circa 7 km, ci siamo fermati per una breve pausa ristoratrice per raccogliere le energie che il tratto finale richiedeva e per godere del tepore del sole che fino a quel momento era rimasto nascosto dietro alla sponda destra della valle.

Nell’ultima parte del percorso ogni scialpinista ha dato il meglio di sè: è stata la parte più impegnativa, vista la ripidità del tratto, l’altitudine elevata e la stanchezza accumulata. Come da programma la meta è stata raggiunta da tutti i partecipanti in circa 3 h e 30′ e lasciati gli sci a 30 m dalla vetta, in piccoli gruppi siamo saliti fino alla croce che svetta sulla cima del Piz Muragl a quota 3157 m s.l.m.. Lo spettacolo mozzafiato a 360° sulle vicine montagne del Bernina, il lontano Monte Rosa a ovest e il gruppo dell’Ortles a est ha ricompensato le nostre fatiche.

L’assenza di vento e il sole ci hanno permesso di sostare tranquillamente per il pranzo ad alta quota e di prepararci alla spettacolare discesa, resa a tratti difficoltosa dal manto nevoso ventato. Come da copione nelle gite sociali Cai abbiamo concluso la bella giornata con una pausa merenda in pasticceria.

Per avere il ricordo della nostra gita clicca qui.