USCITA 37/2017 DI MERCOLEDI’ 18 OTTOBRE

Escursione in GRIGNA SETTENTRIONALE – (GRIGNONE 2409 m) –

Avvicinamento vettura: Varenna – Esino – Cainallo –  Vò di Moncodeno Park.

ITINERARIO: VO’ DI MONCODENO 1466   CRESTA DI PIANCAFORMIA

VETTA GRIGNONE 2409 RIGUGIO BRIOSCHI 2403

Tempi di salita: 3h Lunghezza del percorso: 11 km Dislivello: 1100m. Difficoltà: EE.

RITROVO PARTENZA ORE 7.30 PARK SAN GIUSEPPE.

USCITA 36/2017 DI MERCOLEDI’ 11 OTTOBRE

ESCURSIONE AL PIZZO CAMPAGGIO – 2502 m

accompagnati dall’amico ROMANO.

Itinerario: S. Salvatore 1312 – lago delle Casere 1900 – pizzo Campaggio 2502

Dislivello di salita: 1190 m   –  Tempo di salita: 3:30 h – Difficoltà EE

Ritrovo Partenza: Capriccio/La Ruota ore 7.30

USCITA 35/2017 DI MERCOLEDI’ 4 OTTOBRE

ESCURSIONE IN VAL TARTANO

Traversata dall’Alpe Porcile a Torrenzuolo

Itinerario di massima:  Arale – Alpe Porcile – Alpe Dordona – Alpe Cominello – Alpe Canale – Alpe Gerlo – Torrenzuolo – Tartano.

Guida d’eccezione GIORGIO SPINI.

Dislivello: 800/1000    Difficoltà: EE    Tempo:  q.b.

Ritrovo partenza: Capriccio/La Ruota ore 7.30

USCITA 34/2017 DI MERCOLEDI’ 27 SETTEMBRE

Uscita in GRIGNETTA 2177

ITINERARIO: Piani Resinelli  1.200   Grignetta – Bivacco Ferrario

Dislivello: 970m Tempo di percorrenza (solo salita): circa 3 ore Difficoltà:  EEA    In molti tratti sono presenti corde fisse e catene, ed è consigliato ai meno esperti di assicurarsi con attrezzatura da ferrata.

RITROVO PARTENZA: Park San Giuseppe ore  7.30

LA VIA PRIULA (storia)

La via Priula è un elemento essenziale per comprendere la particolarissima storia della comunità di Albaredo, e soprattutto i forti legami che l’hanno rinsaldata, nei secoli scorsi, con Venezia. Tutto comincia nell’ultimo decennio del Cinquecento, quando i Veneziani, interessati ad una via commerciale che congiungesse i loro domini (che da Venezia si estendevano ininterrottamente fino al crinale orobico, quindi al passo di S. Marco) al nord Europa, passando per la Valtellina (per aggirare il milanese, sotto la dominazione spagnola, loro ostile, che aveva intensificato la navigazione dell’Adda ed il controllo del Lario), decisero, anche alla luce dei rapporti politici non cattivi con le Tre Leghe, di promuovere la costruzione di un nuovo tracciato che passasse proprio per il passo di S. Marco e la Valle di Albaredo. Fu il podestà veneto di Bergamo Alvise Priuli a caldeggiare questa nuova via ed a curarne, previo accordo con il governo delle Tre Leghe, la costruzione, nell’arco di un biennio circa (1590-92): in suo onore essa venne, dunque, battezzata “via Prìula”.
La strada, aperta nel 1592 dal capitano Zuane Quirini, fu percorsa da intensi traffici, soprattutto dopo che Venezia ebbe stretto, nel 1603, il trattato di alleanza con le Tre Leghe del settembre 1603. Sulla base di tale trattato la Serenissima concedeva, infatti, l’esenzione dai dazi sia alle merci prodotte in Italia ed esportate attraverso il passo di San Marco, sia a quelle valtellinesi e grigionesi esportate a Venezia. La strada, uscendo da Bergamo, passava per Zogno, Piazza e la Val Brembana, saliva al passo di san Marco per poi scendere a Morbegno, il che rendeva assai vantaggiosa l’utilizzazione di tale via. La strada, larga tre metri, era percorribile fino a Mezzoldo ed oltre Albaredo da “birozzi” (birocci), ovvero carri a due ruote; nel tratto intermedio, che scavalcava il valido di S. Marco, con animali da soma a pieno carico.
Si trattava di un manufatto ben costruito e tenuto, grazie ai numerosi muri di sostegno, canali di scolo, parapetti, piazzole di sosta, fontane e siti di sosta per il riposo. Non costituiva per Venezia un’insidia, in quanto dal punto di vista militare era facile da presidiare: bastavano un centinaio di soldati disposti nei punti strategici per bloccare eventuali invasioni di eserciti nemici e proteggere i mercanti; gli otto ponti sul torrente Bitto, costruiti per servirla, inoltre, in caso di necessità potevano essere distrutti, bloccando l’avanzata dei nemici. A Mezzoldo e ad Albaredo furono edificate una dogana e una stazione di posta. Appena sotto il passo di san Marco (che proprio da allora venne dedicato al santo protettore di Venezia e che era uno dei più bassi ed agevoli sull’intero arco orobico), sul versante della bergamasca, fu eretto un rifugio a due piani, con stalle e locali di ristoro, il cui edificio è ancora oggi conservato ed adattato a rifugio (Rifugio Casa Cantoniera Ca’ San Marco); ai gestori del rifugio toccava, oltre al compito di ospitare mercanti e soldati, anche quello di tenere aperta e pulita la strada durante l’inverno.
Dobbiamo tener presente che in quel periodo la pulizia invernale era più agevole di quanto non lo sia ora: le condizioni climatiche, sul finire del Cinquecento, risentivano, infatti, di un innalzamento medio sensibile delle temperature che si estese dal Medio-Evo ad almeno tutto il Seicento e che permetteva, per esempio, di coltivare le patate, in val d’Orta, nella Valle di Albaredo, a 1700 metri di quota. Questo dato di storia del clima aiuta a comprendere la vitalità di una via commerciale così alta e, nel contempo, la sua successiva decadenza, quando, fra i secoli XVIII e XIX, le condizioni climatiche mutano decisamente e si va incontro ad una sorta di piccola glaciazione. I resoconti del volume di traffici che sfruttavano la via Priula testimonia questa vitalità: “…dalla valle transitano i ricchi convogli di mercanzie da e per Venezia, 684 colli di merce varia dall’Italia verso l’Europa centro-occidentale e 784 in direzione inversa… (da un rapporto segreto citato nell’opera di Patrizio Del Nero “Albaredo e la Via di San Marco”, Editour, 2001). Ecco qual è l’origine di quei rapporti saldissimi fra Albaredo e Venezia, i cui segni colpiscono ancora chi si trovasse a visitare il paese orobico e sostasse nella sua centrale piazza… S. Marco, dove la statua del leone, simbolo dell’Evangelista, è posta quasi a guardia della chiesa e dove un dipinto collega idealmente questa piccola piazza orobica alla più illustre ed universalmente nota piazza di Venezia.”
Del primo tratto della via, prima che fosse tracciato quello più impegnativo che sale al passo, e dei nuclei che vi si trovano parla anche Feliciano Ninguarda, vescovo di Como di origine morbegnese, nel resoconto della sua visita pastorale del 1589: “Sul monte sopra Morbegno lungo la strada verso la giurisdizione di Bergamo, distante due miglia da Morbegno c’è la frazione di Valle con quaranta famiglie tutte cattoliche, dove esiste la chiesa di S. Matteo apostolo, il cui rettore è il sacerdote Melchiorre di Appiano diocesi di Milano. A mezzo miglio a sinistra della frazione si trova Arzo con quarantacinque famiglie tutte cattoliche, con la chiesa di S. Giovanni Battista, unita alla chiesa di Valle. Vicino c’è Tertusei con sei famiglie cattoliche parimenti soggetto a detta chiesa e a destra non lontano dal villaggio di Valle c’è Campo Erbolo con circa trenta famiglie, soggetto alla ricordata chiesa di S. Matteo. Sullo stesso monte a un miglio oltre Campo Erbolo c’è Albaredo con sessanta famiglie tutte cattoliche, con la chiesa vicecurata dedicata a S. Rocco; ne è rettore il sacerdote Giovan Battista Quadrio Peranda di Morbegno”.
Nella “Guida alla Valtellina” del 1884, edita dal CAI di Sondrio a cura di Fabio Besta (II ed.), si legge: “Una strada di recente costrutta, quasi carrozzabile, lascia Morbegno e con brevi e numerosi andirivieni, attraverso vigneti e selve, sale le falde del monte, fino a entrare nella valle del Bitto per la pendice orientale, al di sopra del profondo e dirupato burrone per cui essa trova sbocco. Poi in ripida salita, passando attraverso vari casolari, e sempre per luoghi ameni, conduce ad Albaredo (800 m.) (421 ab.). di là una strada mulattiera ben tenuta sale ancora per poco fino ai casali di Sarten e alla Madonna delle Grazie, poi, abbassandosi, raggiunge il torrente che scende dalla Valle Pedena… , quindi, attraversando con varie giravolte una stupenda foresta di abeti e larici, sale al dosso Cerico, casolare in amenissima posizione. Poscia continua addentrandosi nella Val d’Orto fino al passo (1826 m. ), in prossimità del quale vi ha una cantoniera o casa di rifugio detta Ca di San Marco, dove i viaggiatori possono trovare conforto di cibo e qualche letto per riposare. Da Ca di San Marco, per la Val Mora, si scende ad Averara, e quindi a Olmo sul Brembo, e di là a Piazza, a S. Pellegrino e a Bergamo. Da Morbegno al passo occorrono circa cinque ore e mezza di cammino; dal passo a Olmo circa tre ore. La Strada di San Marco, dichiarata provinciale, è mantenuta lungo la Valle del Bitto a spese dell’intera Provincia. Essa è la migliore e la meno alta fra le varie strade che attraversano la catena Orobia. È tuttavia molto frequentata: in passato, prima della costruzione della strada carrozzabile da Lecco a Colico, era frequentatissima giacchè per essa passavano le mercanzie che da Venezia e dallo Stato Veneto si importavano nella Svizzera e Germania orientale per i valichi dello Spluga, del Septimer e del Maloja.”
I segni di questa gloriosa via non sono interamente cancellati; anzi, possiamo ripercorrerne ampi tratti, dedicando due giornate nella salita da Morbegno al passo di San Marco. Percorrerla significa immergersi in una storia non lontana, che mostra ancora segni profondi nei luoghi che attraversiamo, ma anche porsi nella condizione di scoprire molte delle bellezze della valle del Bitto di Albaredo, che offre una varietà di possibilità escursionistiche molto più ampia di quanto si sospetterebbe.

USCITA 33/2017 DI MERCOLEDI’ 20 SETTEMBRE

ESCURSIONE IN VAL BELVISO AI LAGHI DI TORENA

PERCORSO AUTO: Dalla statale 38, a Tresenda girare a DX in direzione Aprica e dopo circa 10 km, prendere una deviazione a DX che scende alla Diga di Ganda e quindi imboccare la Val di Belviso. Dopo circa 5 km. si raggiunge il parcheggio in prossimità del muro della Diga di Frera denominato Ponte Frera dove si deve lasciare l’auto.

ITINERARIO: Ponte Frera 1381-malga Fraitina 1698 – baitone di quota 1900 Casa di Caccia – malga Torena – lago Nero 2054 – lago Verde 2073

Variante al Lago Lavazza 2131 (ore 0,40 dal Lago Nero)

DIFFICOTA’ E             DISLIVELLO   800             TEMPO TOTALE   4/6 ORE

RITROVO PARTENZA: ORE 8.00   CAPRICCIO/LA RUOTA

 

USCITA 32/2017 DI MERCOLEDI’ 13 SETTEMBRE

ESCURSIONE AL MONTE PADRIO  2154

Itinerario:  Aprica Trivigno Monte Padrio

Ascensioni poco impegnative, ma molto remunerative dal punto di vista panoramico e naturalistico.

Ritrovo Partenza: Ore 8.00  Capriccio/La Ruota

ALTA VIA DEI MONTI LIGURI

Domenica 17 settembre 2017

Gita escursionistica alta via dei monti liguri

 

Gita escursionistica sui sentieri delle Alpi Liguri, nel retroterra di Arenzano (ponente genovese). Si tratta di un percorso in una zona di grande interesse ambientale (geoparco mondiale UNESCO del Beigua, la più vasta area naturale protetta della Liguria) ed estremamente panoramica; è infatti il tratto di crinale in cui le Alpi sono più vicine al mare, permettendo quindi ampie vedute che possono arrivare sino alla Corsica nelle giornate più terse.

Ritrovo: Morbegno, ore 6,00 Piazza Stazione
Dislivello in salita: 900 m
Difficoltà: E
Attrezzatura: da escursionismo di media montagna
Tempo di percorrenza: 5 ore complessive
Programma: 
– ore 10,00 inizio escursione nel Parco del Beigua con pranzo al sacco
– ore 16,00 rientro ad Arenzano
– sosta in spiaggia (possibilità di bagno)
– ore 18,00 Partenza per Morbegno
– rientro previsto verso le ore 22,00
Quota di partecipazione: 25 Euro per il pullman (min.30 persone)
Iscrizione: obbligatoria, entro mercoledì 13 settembre, via e-mail info@caimorbegno.org oppure contattando:
Alessandro 349 4661875
Marco 348 9491422

 

USCITA 31/2017 DI MERCOLEDI’ 6 SETTEMBRE

Escursione al  PIZZO BELLO   2743

Itinerario: Prato Maslino 1890 Alpe Vignone 2042 Baric 2261  Pizzo Bello  2743

Dislivello  900   Difficoltà  E – EE    Tempo salita 3 H

Ritrovo Partenza: Capriccio/La Ruota ore 8.00

ESTATE SULLE DOLOMITI (programma)

WEEKEND 31 AGOSTO – 3 SETTEMBRE 2017

PROGRAMMA:

1° GIORNO giovedì 31/08 partenza ore 9,00 da P.zza S.Antonio a Morbegno con mezzi propri, sosta alle ore 12 a Cless (TN) in Val di Non ( spuntino), arrivo a Pozza di Fassa per le 15,00 e sistemazione presso l’albergo Montana (www.hotelmontana.tn.it)
Passeggiata tonificante post viaggio per il paese o su due itinerari:
Malga Aloch – Pozza
Re Laurino Pozza-Pera

2° GIORNO venerdì 01/09  gita sul Catinaccio:
– Giro del monte Catinaccio e via ferrata del Passo Santner (EEA)
– Escursione dal Rifugio Gardeccia al Rifugio Vajolet (E), fino al Passo Santner (EE)
– Escursione al Passo Principe (E)
– Torri del Vajolet, Stabeler via normale (IV° arrampicata)

3° GIORNO sabato 02/09 gita Passo Sella/Passo Pordoi
– Sassopiatto (giro del Sasso Piatto) dal Passo Sella (E)
– Sass de Mezdì e Anter Sass da Plan de Schiavanes (EE)
– Città dei sassi al Passo Sella (falesie di arrampicata)

4° Giorno domenica 03/09
– Lagusèl il giro da Pozza di Fassa
– Rientro in Valtellina nel primo pomeriggio

Gli itinerari proposti possono subire delle variazioni in base alle condizioni meteo e alle volontà dei partecipanti.

Attrezzatura: da escursionismo in alta montagna, casco imbrago e kit da ferrata (per le escursioni che lo prevedono), attrezzatura  d’arrampicata per vie o falesie presenti in zona.