FERRATA DEL PIZ TROVAT (M. 3146) – Uscita n. 22 del 18.07.2018

Per mercoledi le previsioni meteo sono  buone per cui possiamo proseguire la nostra ricerca di nuovi itinerari: il Piz Trovat e’ situato in uno degli ambienti piu belli dell’intero arco alpino. Si raggiunge in auto il parcheggio del Diavolezza e si salgono in circa 2 ore i 1000 metri di dislivello per arrivare alla Berghaus del Diavolezza. Da qui in leggera discesa andremo a trovare l’attacco della facile ferrata (k2)  che in 1,30 ci fara’ colmare il dislivello di 250 metri fino alla vetta del Piz Trovat.

Partenza ore 7 dal parcheggio di San Giuseppe – Kit da ferrata

DAL PASSO SAN MARCO ALLA VALTARTANO – Uscita n. 21 del 11.07.2018

Le previsioni meteo per domani danno variabilita’  e possibili temporali, pertanto la nostra escursione si svolge ancora in zona: un giro ad anello con partenza dal Passo San Marco tramite il mitico sentiero 101 bergamasco. Cominceremo a percorrerlo in direzione Est passando per la bocchetta d’Orta ed il bivacco Zamboni e di seguito incroceremo i sentieri che salgono alla bocchetta di Budria, al passo di Cavizzola e al passo di Lemma che, a seconda delle condizioni del tempo, potremo scegliere per entrare in Valtartano. La cui testata e’ percorsa dalla cara vecchia Gvo che ci riportera’ verso Ovest ( attraverso dei piacevoli saliscend) al passo di Pedena, alla valle d’Orta e quindi alla strada del passo San Marco.

Partenza ore 7,30 dal parcheggio della Stria (Campo delle suore)

MONTE GRONA

Monte Grona – La ferrata del Centenario

Non tutte le ferrate sono uguali. Alcune sono una successione ininterrotta di gradini e staffe, in cui non si mette mai una mano od un piede sulla roccia. Altre invece sono realizzate con uno spirito diverso, salvaguardando il gesto dell’arrampicata e proponendo il cavo metallico o la catena solo come dispositivo di sicurezza, lasciando a ciascuno la libertà di servirsene a propria discrezione, come mezzo di progressione o solo come protezione. La ferrata del Centenario sul monte Grona appartiene a questo secondo tipo. Si sviluppa su una cresta di roccia calcarea, da cui si levano quattro torri, di cui l’ultima costituisce la vetta del monte. Siamo sulle montagne tra i lago di Como e quello di Lugano, nei pressi del rifugio Menaggio. Dopo due rinvii a causa del tempo instabile, finalmente arriva una bella domenica di maggio. Dopo un avvicinamento di tre quarti d’ora siamo all’attacco della via, che, per mettere subito le cose in chiaro, parte con un tratto verticale. La relazione la classifica come “D”, difficile. La roccia però è molto appigliata, con bei maniglioni per le mani ed altrettanti appoggi per i piedi, cosicchè chi vuole arrampicare lo può fare in tutta tranquillità. Chi invece ha meno dimestichezza con la roccia sale aggrappandosi alla catena, con però un notevole dispendio di energie. Dopo il tratto iniziale, tutto il gruppo prende confidenza con la via e si procede tranquillamente. Siamo in tredici ed abbiamo circa 400 metri di dislivello da compiere in arrampicata. Il fatto di essere un gruppo numeroso si ripercuote negativamente sulla nostra velocità: siamo in fila indiana ed ogni rallentamento del singolo, per una difficoltà, per un intoppo, per fare una foto o semplicemente per tirare il fiato e guardarsi in giro, si trasmette immediatamente a chi lo segue e a chi, più avanti, lo dovrà aspettare. Per questa ragione, unitamente al fatto che è una bella giornata, che non abbiamo nessuno né davanti né dietro, impieghiamo quasi quattro ore per completare la via. Nel complesso è una ferrata divertente, con tratti semplici ed altri non banali. In particolare sulla terza torre c’è una placca verticale (non a caso chiamata “placca difficile”) che determina qualche apprensione ed anche una defezione a causa di un problema fisico; anche il successivo “spigolo affilato” dà del filo da torcere a chi vuole salire in arrampicata. Va anche considerato che, se da un lato si è sempre agganciati al cavo di sicurezza, dall’altro gli ancoraggi di questo cavo sono piuttosto distanti, per cui un’eventuale caduta significherebbe un volo anche di 5-6 metri, non piacevole su una cresta frastagliata. La via presenta anche alcune possibilità di uscita, che in un caso, come detto, si sono rese quanto mai utili. Verso l’ora di pranzo siamo tutti in cima. La vetta è molto panoramica, anche se la foschia ci toglie un po’ dello spettacolo, che comunque è notevole. Raggiunti da comitive chiassose che salgono dalla via normale, addentiamo finalmente i nostri panini. Anche la sete si fa sentire, e mi fa pensare a cosa dev’essere salire la via in una giornata di piena estate. Mi accorgo di avere le braccia rosse per il sole e di essermi seduto su delle inaspettate ortiche di vetta. Radunato il gruppo scendiamo per la ripida direttissima, cioè il sentiero che percorre il canalone che fiancheggia la nostra cresta. In venti minuti perdiamo il dislivello che abbiamo faticosamente guadagnato in una mattinata d’arrampicata, ed arriviamo all’affollato rifugio Menaggio, pieno di famiglie e fauna varia. Una birretta ci toglie l’arsura, poi con calma scendiamo alle macchine.

Alessandro

DALLA CIMA DELLA ROSETTA AL MONTE STAVELLO Uscita n. 20 del 04.07.2018

Le previsioni meteo per domani sono incerte: al mattino dovrebbe esserci una finestra di bel tempo, poi nelle ore pomeridiane nuvolosita’ e possibili temporali, quindi la scelta dell’escursione e’ in ambito locale e con possibilita’ di rapido rientro in caso di peggioramento del tempo. Si tratta di una cavalcata sulle cime occidentali della Valgerola: raggiunto in auto il Bar Bianco (1522 m.) si sale alla Cima della Rosetta (2156 m.) ed in sequenza al monte Combana (2327 m.) poi al Monte Rosetta (2357 m.) e quindi al monte Stavello (2417 m.) Per la discesa potremo usufruire del comodo sentiero della G.V.O. che ci riporta al Bar Bianco.

Partenza ore 7,30  da San Rocco

ANELLO DEL PASSO BRANDA’ Uscita n. 19 del 27.06.2018

Giro ad anello con partenza da Ambria (1325 m.): risalita della Val d’Ambria fino ad incrociare la GVO che ci portera’ al passo di Branda’ (2360 m.) e discesa lungo la Val Venina fino al rientro ad Ambria. Una interessante esperienza orobica in cui troveremo sul nostro cammino laghetti, alpeggi, un bivacco a Cigola,  monti imponenti tra cui il pizzo del Diavolo di Tenda, il forno fusore dell’antica miniera di ferro di Venina attiva dal 1300 ed infine il grande invaso di Venina.

Partenza dal parcheggio di San Giuseppe ore 7,30

MONTE ERBEA DAL SENTIERO BONATTI – Uscita n. 18 del 20.06.2017

L’itinerario proposto ( EE ) coincide per un lungo tratto con il Sentiero BONATTI che andremo ad incrociare raggiungendo il monte Bassetta (m. 1746) dal nostro punto di partenza dei  prati dell’O (m. 1210); il percorso del sentiero Bonatti ci portera’ all’Alpe Codogno (m. 1807 con possibilita’ di trovare acqua) e  nella Val Bassa fino a raggiungerne quasi il valico (m. 2330) e quindi saliremo alla panoramica vetta del monte Erbea (m. 2432) che domina la Val dei Ratti verso Sud.

Partenza ore 7,30 dal parchegggio di San Giuseppe.

 

 

CIMA DI ZOCCA (DASSOLA) M. 2166 – Uscita n. 17 del 30.05.2018

Per mercoledi 30 maggio le previsioni meteo parlano di possibili rovesci pomeridiani, pertanto la scelta della nostra escursione e’ ancora “local”:  la prima cima della Val Tartano quella di  Zocca o Dassola.

La nostra meta e’ raggiungibile da Somvalle (m. 1062), passando per l’alpegggio di Dassola (m. 1737) dove possiamo ammirare degli alberi monumentali e quindi salire alla cima molto panoramica a 2166 m.

Tempo di salita di circa 3 ore per un dislivello di 1104 metri.

Partenza dal park di San Giuseppe ore 8

 

 

ALPE PEDRORIA – Uscita n. 16 del 23.05.2018

Viste che  le previsione meteo per mercoledi prossimo propendono per la nuvolosita’, la nostra escursione e’ ancora meglio effettuarla  sui monti di casa. Un giro ad anello fra gli ombrosi valloni sopra Talamona.

Si parte dal parcheggio della Corte Grande (m 1500 ca), si sale a Gradesc e alla cresta del Pitalone (m. 1638). Si scende quindi sull’altro versante a Luniga (m. 1384) e alla Baitella (m. 1466), per poi raggiungere l’alpe Madrera (m. 1370) e da li iniziare la risalita verso l’alpe Pedroria (m. 1928) punto piu’ elevato della gita. Quindi si divalla verso il rifugio dell’Alpe Piazza per ritornare alla Corte Grande e al sottostante parcheggio.

Partenza ore 8 dal park di San Giuseppe.

 

RIFUGIO DELLA CORTE-ALPE TAGLIATA-MONTE OLANO Uscita n. 15 del 16.05.2018

Le previsioni meteo per mercoledi sono miste: al mattino discreto, poi nel pomeriggio possibili rovesci e temporali, quindi resta lo spazio per una breve e tranquilla escursione sui monti di casa:

dal rifugio della Corte (m. 1265) all’Alpe Tagliata (m. 1468) che si risale fino alla casera (m.1573) da cui incrocia il sentiero della GVO che porta al monte Olano (m.1748) e quindi si rientra al rifugio della Corte concludendo il giro ad anello.

Partenza ore 8 da San Rocco

 

CIMA ZEBRU’ – Uscita n. 14 del 25.04.2018

Itinerario semplice e tranquillo, che permette di godersi i  panorami innevati della Val Cedec, della valle dei Forni e della Val Zebru’

Si parte dal rifugio Forni a 2178 m. si entra in val Cedec e si raggiunge il Rifugio Pizzini a quota 2706 m. godendo della magnifica vista del Gran Zebru’ e del Cevedale. Si sale verso ovest seguendo dei dolci pendii e arrivando ad un ampio pianoro da cui si punta al passo di Zebru’ Nord (3001 m.)  e da qui si  segue la cresta che superato un breve tratto ripido,  porta alla cima Zebru’ (3119 m.)

Attrezzatura invernale, sci e ciaspole.

Partenza ore 6 da park San Giuseppe