LA CORVEGIA – Uscita n. 12 del 18.03.2026

Gita spettacolare sul dosso centrale della Corvegia m. 2282, con panorami innevati sul lago assolutamente unici.
Si raggiunge in auto da Gera Lario, Montalto di Montemezzo e quindi se è possibile l’ Alpe Piazza m. 1265. Da qui inizia l’escursione raggiungendo l’Alpe Prato m. 1358, già sulla dorsale. Si risale un boschetto e poi ci si porta a sinistra di nuovo sulla dorsale, che presenta una successione di dossi, alcuni piuttosto ripidi che consentono di raggiungere la cima invernale. Quindi si affronta l’ultima parte affilata della cresta, da percorre con i ramponi, fino alla cima
Occorrono: conferma, sci con rampanti/ciaspole, ramponi e attrezzatura invernale (Artva, pala e sonda).
Partenza ore 8 da Park San Giuseppe.

PIZ ARPIGLIA – Uscita n. 11 del 11.03.2026

Il Piz Arpiglia m. 2765, è una classica meta invernale nell’alta Engadina, che andiamo a ripetere dopo sette anni.
Si parcheggia in località Resgia di Zuoz e da lì inizia l’escursione. Dapprima si imbocca una stradina per risalire il pendio boschivo, poi appena possibile, direttamente sui prati della dorsale con bella pendenza costante fino al pianoro a quota m.2300, da dove si affronta un pendio più ripido per portarsi a quota 2650. A questo punto si vira a destra e con un tratto quasi pianeggiante si raggiunge la cima. Panorama spaziale sui monti dell’Engadina.
Occorrono: conferma, sci/ciaspole, ramponi ed equipaggiamento invernale (artva, pala e sonda)
Partenza ore 7,30 da park San Giuseppe.

ANELLO LEMMA – SONA Uscita n. 10 del 08.03.2026

La Val Lemma innevata è un posto spettacolare e se ci aggiungiamo anche i fantastici pendii dell’ alpe Sona
ecco una escursione invernale magnifica.
Si parcheggia alla Biorca m. 1164 o magari un po’ più avanti alla contrada Barbera m. 1282 e si entra in Val di Lemma, si supera la Casera di Lemma bassa m. 1694, e la si percorre interamente fino alla casera di Lemma Alta m. 1986. Si raggiunge così l’ampio anfiteatro superiore della valle m. 2080 e si attraversa decisamente verso destra puntando al Monte Rotondo di Tartano e al Passo della Cavisciola m. 2216. Da qui inizia la discesa verso l’Alpe Sona m. 1904, costeggiando il versante ovest del Pizzo Vallone fino a quando diventa possibile deviare ad est per imboccare il sentiero estivo che ci riporta alla casera di Lemma Bassa m. 1694.
Occorrono: conferma, sci/ciaspole, ramponi/ramponcini ed equipaggiamento invernale (artva, pala e sonda)
Partenza ore 8 da Park San Giuseppe.

CIMA DI LEMMA DAL PASSO DELLA SCALA – Uscita n. 9 del 04.03.2026

La via più bella per salire alla cima di Lemma m. 2348 è quella che entra nella stupenda valletta appartata che sale dolcemente al passo della Scala m. 2300.
Si parte in Val Lunga da Pila m. 1300, alle Scesure m. 1500 si attraversa il ponticello che porta al lato destro della valle e si raggiungono le baite a quota m. 1554. Da qui si prosegue su un pendio più ripido verso le baite Feles m. 1740, si continua fino alle ultime propaggini della cima di Lemma e alla baita Culderi si trova l’imbocco della stupenda valletta. Giunti al Passo della Scala non resta che salire la breve cresta fino alla vetta.
Occorrono: conferma, sci/ciaspole, ramponi/ramponcini, equipaggiamento invernale (Artva, pala e sonda)
Partenza ore 8 da Park San Giuseppe.

ALPE LENDINE – Uscita n. 8 del 22.02.2026

In questo periodo di forte pericolo valanghe, dobbiamo cercare delle escursioni innevate, ma tranquille e allora andiamo a fare una classica gita alla fiabesca Alpe Lendine m. 1710.
La partenza è da Olmo m. 1050, da cui ci incamminiamo sul tracciato C26 salendo a Zecca m. 1160 e quindi entriamo nel grande bosco di larici che ci conduce nella Valle del Drogo.
Dobbiamo attraversare il torrente sul classico ponticello colmo di neve a 1480 m. per poi risalire più decisamente fino ai primi prati dell’alpe e quindi raggiungere le baite del presepe di Lendine.
Occorrono: conferma, sci/ciaspole, ramponcini ed equipaggiamento invernale (artva, pala e sonda)
Partenza ore 8 da Park San Giuseppe.

PASSO DI TARTANO – Uscita n. 7 del 18.02.2026

La voglia di Val Tartano invernale si insinua prepotente e allora si sale al Passo di Tartano m. 2108.
Si percorre in auto la strada della Val Lunga fino dalla frazione Pila m. 1300, da dove inizia il percorso innevato che risale la valle verso la casera di Porcile m. 1803. Qui giunti puntiamo alla piccola baita del Lares m. 1900 e poco sopra trsaversiamo verso destra stando un po’ bassi fino all’ultima breve salita che conduce al passo di Tartano. Per la discesa evitiamo il traverso e scendiamo dritto per dritto seguendo la dorsale, poi attraversata la valletta, seguiamo il pendio verso valle fino al ponticello delle Scesure.
Occorrono: conferma, sci/ciaspole, ramponi/ramponcini ed equipaggiamento invernale (Artva, pala e sonda).
Partenza ora 8 da Park San Giuseppe.

MONTE MOTTA – Uscita n. 6 del 15.02.2026

L’itinerario invernale per il monte Motta m. 1971 è facile e quasi totalmente nel bosco. Si parte da Nasoncio m. 1012, si sale a Bominallo m. 1381 e quindi si prosegue la traversata sulla dorsale verso la radura dei Piaz m. 1703. Mentre fin qui l’itinerario è del tutto sicuro, nella parte finale il pendio molto ripido per raggiungere la grande croce, va valutato con attenzione.
Occorrono: conferma, sci/ciaspole, ramponcini ed equipaggiamento invernale (Artva, pala e sonda)
Partenza ore 8 da Park San Giuseppe.

ATTIVITA’ DEL GRUPPO 2008 (anno 2025)

Il nuovo anno, in attesa della neve, inizia con un bel trekking ad anello alla Crus de l’Om passando per il rifugio Alpe Granda. Poi abbiamo salito la divertente cresta del pizzo Mercantelli e mentre qualcuno accendeva il fuoco al Bivacco Scermendone, gli altri affrontavano la panoramica traversata fino alla grande croce, immersi nella vastità del panorama invernale. Arriva una nevicata e andiamo a risalire Salmurano facendoci strada fra i maestosi abeti imbiancati e quindi al Passo di Campolungo nella conca del lago Palù con pranzo tra i rossi gatti delle nevi. Segue la prova pratica di Sicuri sulla neve a Pescegallo, una proficua esercitazione sull’uso di Artva, pala e sonda. Poi tanto per scaldarci un poco risaliamo la Scala fino alla bocchetta di Salmurano. Uno dei luoghi del cuore invernali è la grande conca del monte Lago e la dorsale intonsa del monte Baitridana, in cui le ciaspole si fanno strada tra i pini innevati in uno scenario da favola. Segue la gita Cai al Pian dei Cavalli in una giornata solare e limpida e quindi la risalita al Passo di Tartano, una classica invernale sempre accativante. Martedi è in programma la notturna con la luna piena, ma la serata si trasforma in una fantastica avventura grazie all’ intensa nevicata che sfuma i contorni della stradina del rifugio Salmurano. Nuova uscita Cai al Moncucco in compagnia di scialpinisti scatenati che divorano la salita. Torniamo in Valgerola e ci scontriamo con una fascia nebbiosa che riduce la visibilità a pochi metri, tanto da farci seguire ostinatamente una traccia che sbuca nel sole alla base del Torrione di Mezzaluna, sopra un mare di nubi da cui affiorano come isole, solo le cime orobiche più alte. Arriva poi la domenica dell’assemblea annuale del Gruppo, al Bivacco Gusmeroli, un momento di riflessione sull’attività svolta del 2024 e di programmazione per quella futura. Dopo un periodo di tempo perturbato, torniamo in Val Tartano per una piacevole salita alla bocchetta e alla cima dei Lupi in una giornata di sole meraviglioso che rende magico il paesaggio. Una delle mete consuete in Valgerola è la cima dei Piazzotti, che si raggiunge dopo aver sfidato il canalino della Val Tronella, ripido e stretto, fino a sbucare al sole del rifugio Benigni. Dopo sei anni torna il Rallyno della Rosetta una gara scialpinistica di regolarità a cui partecipano anche valorosi esponenti del gruppo 2008. Molto divertimento e ottima polenta. La famosa Ferrata del Medale ci introduce alla primavera e alla scoperta della pasticceria Trinacria a Lecco. Ovvero l’eccitante reazione emotiva del verticale che si stempera nella golosità. Poi giustamente torniamo alla freddezza della neve con una ravanosa salita all’Alpe Sona. Molta fatica ricompensata dal grande paesaggio e da un cielo blu cobalto a tratti solcato da nuvole erranti. Marzo termina con il Sentiero dei Filosofi al Muottas Muragl. Una piacevole digressione culturale sopra un altopiano innevato con panorami unici: dalla Biancograd al lago di Sankt Moritz. Aprile lo iniziamo con una notevole impresa: la salita al Monte Culino. Una ripida pista da tracciare nella neve morbida e cercando un’uscita che non ci facesse bucare la cornice sommitale. Veramente una grande giornata per il Gruppo 2008, vissuta in un ambiente ostile e bellissimo. Torniamo in Val di Campo a distanza di anni per toccare la bandiera svizzera in cima al Motal. Dopo una lunga traversata nel bosco, si esce sul pendio aperto sotto il pizzo di Teo e per raggiungere la vetta del Motal bisogna resistere al vento freddo che ci accoglie sulla cresta. Non poteva mancare una classica della Val Gerola come il Munt de Sura che saliamo rapidamente grazie alla neve compatta che orgogliosamente resiste alle temperature primaverili. Tentiamo un’ultima cima invernale il Pizzo Suretta, salendo dal Passo Spluga e compiendo una bella traversata fino al Surettajoch, ma in vetta non possiamo salire per mancanza di neve. Ormai la primavera incombe e ci dedichiamo ai grandi trekking, come quello da Roncaiola, sopra Tirano, allo zenodochio di San Romerio, per il sentiero dei Contabbandieri e magnifiche pinete. Quindi l’anello Regurs-Fontanili, l’Alpe Canale da Paiedo, il monte Campondola da San Bernanrdo, la Val Bondone con i laghetti di Cantarena, e la Val Malgina con il suo magnifico Canalone. A fine maggio giro ad anello esplorativo al Balzun o Cima delle Dune da Albonico. Stupendo panorama, luogo selvaggio e fantastica sensazione di isolamento, visto che non c’erano sentieri. Per contrasto, ci dedichiamo poi ad una via Storica: il Passo del Septimer da Casaccia, andando a scoprire la Val Maroz e poi seguendo il sentiero lastricato che usavano i Romani per andare a nord. La salita alla cima del Provinaccio è stata un’altra avventura bella tosta. Questa vetta, posta tra la Valle dei Ratti e la Val Codera è sfidante: prima con un ripido canale erboso e poi con una paretina attrezzata da salire in diagonale. Nella discesa abbiamo anche dovuto saltare una lunga biscia nera. Più tradizionale, ma divertente, la traversata dei monti Pisello, Culino e Lago e la successiva incursione alla Capanna Meden, un bivacco modernissimo sopra Prato Valentino. A seguire l’impegnativa Ferrata del sasso dei Carbonari, un’uscita del Cai Morbegno nella zona del Grignone, con difficile discesa dalla Via del Caminetto per il rientro al rifugio Bietti. Divertente anche il trekking dal passo san Marco al monte Ponteranica Orientale, un percorso tutto in cresta, a tratti rocciosa ed in gran parte erbosa, ma con l’ostacolo di fastidiosi banchi di nebbia. Trasferta in terra livignasca per la salita al monte Breva e di seguito una tranquilla escursione al passo Angeloga, sapendo di poter contare sul rifugio Chiavenna in caso di maltempo e di fame. Dopo otto anni dalla rovinosa frana del pizzo Cengalo è stato aperto il nuovo sentiero panoramico per la capanna Sciora, con un magnifico percorso nel bosco di abeti e larici del versante sinistro della Val Bondasca e con quattro ponti tibetani che attraversano le impervie vallette laterali. Emozionante tornare alla Sciora e all’incomparabile bellezza del paesaggio alpino dei giganti di granito: la nord-est e lo spigolo nord del Badile, il Cengalo, il Ferro da Stiro e le Sciore. Salire in estate il Dosso Tacher in Val Tartano e immaginarlo pieno di neve. Anche lo spartano bivacco sembra sospeso in un altro tempo, che non è quello dei bivacchi con il lettore QR. Ritorno in Valmalenco per un giro ad anello dal Monte Arcoglio, al Sasso Bianco e al lago. Il Pizzo Rodes è un’uscita del Cai Morbegno, molto bella e impegnativa, con sontuoso panorama. Trekking e ferrata al Torrione Porro, con anche una rapida incursione sul sentiero dei Larici millenari e discesa iniziata dopo aver contornato l’azzurro del lago Pirola. Itinerario esplorativo in Val Qualido con la visita alla Stalla Ovale, memoria di un’epoca povera, ma geniale, in cui è stato realizzato uno dei più incredibili manufatti delle Alpi. Con la salita alla Punta del Segnale dal rifugio Berni, si entra nel vivo dell’attività estiva. Una cima ragguardevole sopra i tremila e con qualche delicato passo su roccia per issarsi fino alla vetta. Ora siamo pronti e acclimatati per affrontare il Monte Vioz, che con i suoi 3645 metri è la cima più alta raggiunta finora dal Gruppo 2008, essendo anche il percorso escursionistico più alto in Italia. Impresa impegnativa, anche nella logistica; bisogna raggiungere Pejo Fonti, utilizzare una cabinovia, poi una seggiovia e finalmente iniziare il sentiero che, dopo una lunga traversata in cresta, ci porta all’attacco del largo e roccioso versante sud del Vioz. Dapprima si giunge al rifugio Mantova e quindi con un ultimo sforzo dopo aver toccato la grande croce dell’anticima, si conquista la cima e la bianca punta Link, con il suo museo, luogo della memoria della prima guerra mondiale. Dalla vetta grandissimo panorama avendo di fronte il ghiacciaio del Vioz, il Palon della Mare, il Cevedale, il Grab Zebrù, l’Ortles e verso ovest il San Matteo ed il Tresero. Siccome siamo in forma, ci mettiamo alla prova con un grande trekking ad anello alla Capanna del Forno, partendo dal Maloja. Fantastico panorama dal versante svizzero dei Pizzi Torrone, l’Ago di Cleopatra, le cime di Rosso, di Vazzeda, di Castello e di Cantone. Per il ritorno seguiamo il sentiero panoramico, che dal rifugio sale sotto il versante occidentale del Monte del Forno, tocca il laghetto dei Rossi, poi scende nella valle del Muretto fino al Pian Canin e quindi al lago Cavloc e al Maloja. Dopo la pausa ferragostana riprendiamo con un’altra bella cima svizzera: il Piz Minor. Si parte dal parcheggio della funivia del Lagalb e si entra nella dolce Val Minor, ma ben presto le cose cambiano, si risale un ripido canale erboso fino al Plaun Verd e si affronta un’ostica pietraia seguendo i radi ometti che portano all’anticima. Da qui si percorre la cresta verso sud e dopo aver superato in discesa un ripido gradino roccioso, si raggiunge la vetta del Piz Minor. Vasto panorama circolare sul gruppo del Bernina, Piz Alv, Piz dals Lejs e pizzo Paradisino. Agosto finisce con un giro ad anello ai laghi azzurri dello Spluga e al pizzo della Casa, che domina Montespluga ed il suo lago. Colori fantastici di fine estate ed ambiente bellissimo. Torniamo in Val Chiavenna per un altro trekking di notevole impegno fisico, un anello dalla Val Febbraro, al lago Grande, al passo di Baldiscio e rientro dal Pian dei Cavalli, passando dal lago Bianco. Ecco una gita che ti emoziona e ti sfinisce, ma che rimarrà un ricordo indelebile per i bei monti e per il rientro sul far della sera immersi in uno dei panorami più infiniti della valle.

ALPE PIAZZA DI ROGOLO – Uscita n. 5 del 08.02.2026

Le condizioni del pericolo valanghe impongono prudenza, allora andiamo all’Alpe Piazza di Rogolo m. 1855. Probabilmente dovremo partire dalla località Piantina m. 765, in quanto la strada non viene pulita dalla neve e forse non sarà possibile raggiungere in auto i Bagni dell’Orso m. 1075. L’itinerario si svolge prevalentemente sui prati dell’Alpe Tagliata con pendenze moderate, salvo che nello strappetto finale dopo le ultime baite, che ci permette di raggiungere lo spartiacque con la Val Lesina. A questo punto si percorre la dorsale, che in breve ci porta alla conca dove troviamo la baita dell’Alpe Piazza m. 1844, con il locale invernale sempre aperto. Quindi ci spostiamo appena sopra alla croce in legno, da cui si gode uno spettacolare panorama.
Occorrono conferma, sci/ciaspole, ramponcini ed equipaggiamento invernale (artva, pala e sonda).
Partenza ore 8 da Park San Giuseppe.

CIMA DELLA ROSETTA – Uscita n. 4 del 01.02.2026

In una domenica soleggiata e con la nuova neve (pericolo 3 Marcato) facciamo una classica della Valgerola:
la cima della Rosetta (mt. 2142). Partendo dal Tir di Bur m. 1023, si sale verso il bar Bianco m. 1522, poi si affronta il ripido pendio fino a raggiungere la Casera di Culino m. 1639. Quindi si esce sulla la magnifica e panoramica dorsale, prima di entrare nel boschetto dei larici sul lato destro della pala. Naturalmente, qui valuteremo bene se si può arrivare alla cima, altrimenti ci fermiamo subito dopo i larici.
Occorrono: conferma, Sci/Ciaspole, ramponi ed equipaggiamento invernale (Artva, pala e sonda)
Partenza ore 8 da Park San Giuseppe.