PIZ LAGREV – USCITA N. 19 DEL 23.03.2022

Si torna in Engadina per il magnifico Piz Lagrev 3165 metri, partendo dallo Julier Pass 2161 metri. Si supera un ponticello di legno a sinistra della strada e si risalgono i ripidi pendii per entrare nel vallone del Lagrev. Si costeggia il lej Nair ghiacciato e si e’ sulla vedretta del Lagrev. Bisogna quindi affrontare la rampa finale verso le antenne della cima invernale.

Occorrono: conferma, sci/ciaspole, ramponi. artva, pala, sonda e dispositivi anti-covid. Partenza ore 7,30 da Park San Giuseppe.

FERRATE DI MESE E DI DALO’ – USCITA N. 18 DEL 20.03.2022

Domenica, giornata con previsioni di nuvolosità e zero termico a 1000/1200 metri, andiamo a fare un po’ di allenamento sulle ferrate di casa: la Succetti di Mese (facile) e la Biasini di Dalò (moderatamente difficile). Prima affrontiamo quella di Mese, che non presentando difficoltà tecniche, può essere adatta anche a chi per la prima volta si cimenta su di una ferrata. Si sale in circa un’ora, con 180 metri di dislivello e discesa su sentiero. Quindi ci sposteremo verso Pianazzola per portarci all’attacco della Biasini, più impegnativa, con dislivello di 570 metri, che in circa due ore ci porta sul terrazzo di Dalò da cui si gode un bel panorama su Chiavenna e la val Bregaglia. Discesa dal ripido sentiero lastricato che porta a Pianazzola e poi un po’ di strada fino alle auto. Occorrono: conferma, imbrago, Kit da ferrata, caschetto e dispositivi anti Covid.

PIZ D’EMMAT DADAINT – USCITA N. 17 DEL 16.03.2022

Per mercoledì ci sono buone previsioni, soleggiato e mite in montagna. E’ una interessante opportunità per un’uscita in Engadina al Piz D’Emmat Dadaint mt. 2927. Si parte dall’Ospizio La Veduta, poco dopo il passo Julier, a mt. 2230, si gira a sinistra e si entra nella valle dalla neve immacolata. Quindi si costeggia a destra il lago ghiacciato di Grevalsalvas e si prosegue nella conca verso la forcella di Grevasalvas. Poco prima del passo, si vira decisamente a destra, per affrontare l’impegnativa rampa finale per il pizzo. Occorrono: conferma, sci/ciaspole, ramponi, Artva, pala, sonda e dispositivi anti-Covid. Partenza ore 7,30 da Park San Giuseppe.

MONTE MOREGALLO- USCITA N. 16 DEL 13.03.2022

Si torna nel lecchese per un giro ad anello del Monte Moregallo mt. 1276, dalla frazione Belvedere di Valmadrera mt. 300. Il Moregallo e’ una montagna impegnativa ed interessante, sia dal punto di vista escursionistico, che da quello naturalistico e paesaggistico. Per la salita seguiremo il sentiero Paolo ed Eliana sulla cresta est e raggiunta la cima con Croce e Madonnina, scenderemo dal sentiero attrezzato della cresta ovest fino alla bocchetta di Moregge, quindi fonte di Sambrosera e ritorno al Belvedere. Occorrono: conferma, green pass, mascherina e gel.

Partenza ore 8 da Park San Giuseppe.

VAL BUDRIA – USCITA N. 15 DEL 09.03.2022

Gita esplorativa in Val Budria invernale: si parte dalla Biorca mt. 1164, quindi Barbera mt. 1282, casera di Budria mt. 1480, baita Usteria mt. 1600 e baita Saroden mt. 1974. Occorrono: conferma, sci/ ciaspole, ramponcini, Arta, pala, sonda e misure anticovid.

Partenza ore 8 da Park san Giuseppe

CORNO REGISMONDO – USCITA N. 14 DEL 06.03.2022

Visto che domani sarà una giornata parecchio fredda, andiamo a sud nel lecchese, per salire sul Corno Regismondo (Beck) mt. 1253. Si parte da Lecco città mt. 285 e si sale con il sentiero attrezzato dei Pizzetti n. 53 al Rifugio Piazza. mt. 785 Quindi raggiungiamo la bianca cappelletta della Madonna del Carmine mt. 742 e con il sentiero Silvia ci issiamo sul Monte San Martino mt. 1042. Dietro al crocione che domina Lecco, parte il sentierino ripido che risale fino al Corno Regismondo. E’ un itinerario molto panoramico ed impegnativo (EE) Occorrono: conferma, caschetto, green pass, mascherina e gel.

Partenza ore 8 da Park San Giuseppe.

PIZZO MELASC – USCITA N. 13 DEL 02.03.2022

Mercoledi escursione invernale al Pizzo Melasc mt. 2463. Si parte da Laveggiolo mt. 1485 e magari un po’ oltre se la stradina è pulita. Quindi poco prima dell’Alpe Colombana mt. 1846 ci si inerpica sul versante settentrionale del Melasc. Si percorre un grande arco alternando salite e spostamenti verso destra fino a raggiungere la cresta ovest e da li’ la vetta. Occorrono: conferma, sci/ciaspole, ramponi, Artva, pala, sonda green pass, mascherina e gel.

Partenza ore 8 da park San Giuseppe.

PIZ BELVAIR – USCITA N. 12 DEL 27.02.2022

Si ritorna in Engadina in una domenica soleggiata e freddina per una gita al Piz Belvair 2822 mt. ” Da lassù il paesaggio e fatto di cime a perdita d’occhio ed il fondovalle è tanto ricco di particolari da sembrare un plastico: piccoli villaggi ordinati, stazioncine ferroviarie con i classici trenini rossi, piccole sagome di sciatori ed i puntini dei fondisti sul piano.” Bisogna raggiungere in auto Madulain mt. 1697 dove si parcheggia presso la stazione ferroviaria. Da qui si imbocca una stradicciola a sinistra, che oltre un passaggio a livello, diventa una pista forestale che attraversa una stupenda lariceta. Al limite degli alberi si esce sul pendio aperto e si risale fino all’Alp Belvair mt. 2261. Quindi si prosegue lungo il regolare pendio fino all’anticima del Piz Belvair. Occorrono: conferma, sci/ciaspole/slitta, ramponcini, artva,pala, sonda, green pass, mascherina e gel.

Partenza ore 7,30 da park San Giuseppe

MONTE PONTERANICA – USCITA N. 11 DEL 23.02.2022

Restiamo nelle Orobie, e dopo la Valtartano, si torna in Valgerola, al Monte Ponteranica centrale mt. 1351, dove si trova della neve in buone condizioni sia per la salita che per la discesa. Partiamo da Pescegallo mt. 1473. Occorrono: sci/ciaspole, ramponcini, Artva, pala, sonda, green pass, mascherina e gel.

Partenza ore 8 da Park San Giuseppe

VON SCERSCEN

Anteprima cinematografica del film

VON SCERSCEN – Diario di un’indagine”

A Sondrio verrà presentato l’ultimo film diretto da Mirko Sotgiu, tratto da “Diario di un’indagine” di Massimo Vener e girato in Valmalenco

IL FILM VERRÀ PROIETTATO PER LA PRIMA VOLTA AL CINEMA EXCELSIOR DI SONDRIO IL 24 FEBBRAIO 2022 ALLE ORE 21:00 ALLA PRESENZA DEL REGISTA E DEL CO-AUTORE MASSIMO VENER

Ambientato tra i ghiacciai della Valmalenco, racconta la storia di un ignoto scomparso sul ghiacciaio dello Scerscen. Il suo corpo è stato ritrovato mummificato nel 2007 da una guida alpina, Paolo Masa.

Non si sentirà più parlare dell’alpinista deceduto, sotto la capanna Marco e Rosa, fino al 2014, quando un’escursionista con il suo cane, in gita, ritroverà una testa con alcuni brandelli di tessuti, nello stesso luogo.

Il mistero dell’alpinista ignoto inizia da quel momento, grazie alle indagini di un ex-finanziere con la passione per la scrittura e lo studio delle analisi scientifiche.

Ispirato a una storia vera, il film ripercorre i momenti salienti grazie alla partecipazione dei reali protagonisti.

Massimo Vener è lo scrittore protagonista di un’intensa storia di ricerca e indagine, legata al ritrovamento del corpo mummificato rimasto conservato tra i ghiacci e le rocce del ghiacciaio dello Scerscen superiore in Valmalenco, provincia di Sondrio.

Con dedizione minuziosamente scientifica, Massimo ha dedicato negli ultimi tre anni, tutto il suo tempo per ricostruire quanto fosse accaduto allo sconosciuto alpinista.

Da questa storia rivelatasi via via più appassionante, che intreccia ghiacciai, territori, personaggi locali, rifugi, il CAI e molti esperti di vari settori della montagna e della scienza, è nato il film documentario.

“Von Scerscen” è il nome di fantasia dato da Massimo all’ignoto scomparso, interpretato da Marcello Zenoni, per la prima volta sul grande schermo, e dalla voce di Giuseppe Cederna .

Secondo il regista Mirko Sotgiu: “La montagna è un luogo fatto di storie, un intreccio continuo di avvenimenti che con il tempo arricchiscono sempre più i nostri territori rendendoli unici”

Il film mostra un’alternanza di scene di finzione, molto suggestive, e di ricostruzione degli accaduti, con riprese durante lo studio e la ricerca condotta da Massimo e altri esperti.

Girato dalla troupe specializzata OpenCircle in condizioni molto particolari fino ai 3600m di altitudine della Capanna Marco e Rosa, la produzione ha impiegato 2 anni nella realizzazione, anche per i ritardi a causa della pandemia.

Il progetto è stato portato a termine grazie anche al contributo della Cineteca Nazionale del CAI e della Sezione Valtellinese del CAI di Sondrio oltre che degli operatori valtellinesi e lombardi come i gestori dei rifugi Marco e Rosa e Zoia, il supporto logistico di Elitellina, la collaborazione del Servizio Glaciologico Lombardo.