USCITA 24/2017 DI MERCOLEDI’ 12 LUGLIO

ESCURSIONE in VAL BREGAGLIA  al PIZZO LUNGHIN  2780 dal Maloja.

DIFFICOLTA’ EE  DISLIVELLO  980  TEMPO 5/6 H

RITROVO PARTENZA  ORE 7.00  PARK  SAN GIUSEPPE

 

Via Ferrata “Sentiero dei Fiori”

                                                          RELAZIONE

Il percorso attrezzato che, ad oggi, si snoda dal Passo Castellaccio a Passo Pisgana, ricalca la via di arroccamento che gli Alpini utilizzarono durante la prima Guerra Mondiale per collegare le postazioni installate in cresta. Il percorso è, nel tempo, in continuo sviluppo ed attualmente è caratterizzato dalla possibilità di interromperlo in 4 punti che nello stesso tempo ne identificano anche le diverse difficoltà del percorso stesso. Il nome “sentiero dei Fiori” non deve trarre in inganno in quanto si tratta di una via d’alta montagna sviluppata alla quota media di 3000mt da affrontare con adeguata attrezzatura e preparazione in particolare se si pianifica di chiudere l’escursione ad anello e di affrontare il lungo tratto da cima Payer a Passo Pisgana.
Per la nostra gita di domenica 16 luglio, valuteremo sul posto in base all’affluenza di alpinisti e le tempistiche se chiudere la ferrata con la prima uscita al bivacco Lagoscuro oppure con la seconda dopo il passo Lagoscuro.

AVVICINAMENTO

Saliti al Passo Paradiso tramite gli impianti, si segue la traccia di sentiero n.44 -continui segnavia colorati- ,che passa nei pressi di un monumento ai caduti, fino a portarsi sotto le morene del Passo del Dito e del Passo Castellaccio (sulla destra della conca guardando il ghiacciaio Presena). In salita inizialmente tramite salti rocciosi poi lungo sentiero si raggiunge il Passo del Castellaccio-2960 m-1.15 h. Poco sotto il Passo si trovano ancora numerosi resti di filo spinato che era stato collocato per rendere difficoltoso l’accesso al Passo da parte austriaca. Dal Passo, la visuale si apre sull’ampio ghiacciaio del Pisgana  ed una parte della cresta lungo la quale si sviluppa la via. Il “Sentiero dei Fiori” inizia qui, così come evidenziato dalla segnaletica  e cartellone storico-descrittivo  che si ritroverà lungo il percorso nei punti di maggior interesse.

LA FERRATA

  Indossato l’equipaggiamento si inizia la cresta superando pochi metri di materiale detritico, e si perviene da subito nei pressi di una postazione di artiglieria  dalla quale inizia una lunga cengia attrezzata con cavo e catena. La prima parte della cengia è caratterizzata da un lieve sali-scendi aiutati anche dalla presenza di alcune staffe metalliche mentre la seconda parte è “ricca” di passerelle in legno che seguono orizzontalmente lo sviluppo della parete e proprio da una di queste passerelle  (facoltativo) è possibile deviare nettamente in verticale ed in forte esposizione per alcuni metri, con l’ausilio di una serie ravvicinata di staffe, in direzione del “nido d’aquila”  ex postazione di vedetta ora suggestivo punto panoramico. Nella parte alta di questa deviazione vi sono alcune facili roccette attrezzate con cavo. Ritornati sulla cengia, si superano le passerelle  raggiungendo il “Gendarme di Casamadre”  dal quale, ora, parte la prima lunga passerella metallica (75mt). Alcune staffe agevolano l’accesso alla passerella al termine della quale, un imponente ancoraggio permette l’attacco della seconda (55mt) . Queste 2 nuove passerelle sono comunque ancora oggi aggirabili utilizzando la galleria costruita nel 1918 (67mt) il cui ingresso si trova pochi metri prima dell’inizio della passerella più lunga  e si ricongiunge al termine della seconda passerella  attraverso una breve cengia (indispensabile l’ausilio di una torcia).
Si riparte in leggera salita , si aggira uno spigolo  e si raggiunge la parte alta della cengia  dalla quale si perdono alcuni metri con l’ausilio di alcune staffe metalliche  arrivando in un tratto della via dove si trova facilmente neve anche in tarda stagione. Da un bel pulpito panoramico  inizia un lungo sentiero non attrezzato  che attraversa anch’esso pendii talvolta innevati  in direzione di uno spigolo da superare con l’ausilio di alcune staffe, siamo ancora nel tratto di cresta che sovrasta la conca Presena così come si può vedere da una interruzione momentanea della cresta . Si salgono alcune roccette attrezzate, senza particolari difficoltà eccetto la solita possibilità di trovare tratti innevati , si risalgono alcuni massi instabili , ci si cala su un comodo sentiero  e si raggiunge in breve la capanna Lagoscuro  (bivacco Amici della Montagna) proprio sotto la cima del Corno Lagoscuro -3165 m- raggiungibile con una brevissima deviazione. Dal bivacco, aperto solo in presenza dei responsabili, si scende in direzione del Passo Lagoscuro e dopo alcune roccette si trova, a sinistra, all’altezza di una forcellina, una segnaletica che permette di interrompere la via e scendere in direzione di Capanna Presena -1.00h- evitando il ghiacciaio.(1° possibilità di chiusura della ferrata)
Continuando verso Passo Lagoscuro si superano alcuni massi, traccia di sentiero, una gradinata di roccia artificiale  ed in circa 40′ dal bivacco si toccano le fortificazioni del Passo -2970mt-.
Qua termina la parte più frequentata del “Sentiero dei Fiori” ed in un certo senso quella tecnicamente meno impegnativa. Da qui vi è la possibilità di chiudere “calandosi” in direzione del sottostante Lagoscuro -1.00h- e successivamente in risalita verso Passo Maroccaro -40′- si raggiunge il ghiacciaio Presena (nevaio) scendendo dal quale -30′- si raggiunge poi Capanna Presena con possibilità di continuare in seggiovia fino a Passo Paradiso (2° possibilità di chiusura della ferrata).
La nostra gita per ragioni di tempistica e difficoltà tecniche non può andare oltre.

Ritrovo: Morbegno, ore 6,00 P.zza Stazione
Dislivello in salita: 600 m 1° anello, 800 m 2° anello (quota max 3166 m)
Difficoltà: EES
Attrezzatura: alpinistica (casco, imbrago, set da ferrata, un moschettone a ghiera  e cordino, ramponi )
Quota di partecipazione: 25 € per viaggio in pullman e funivia
Iscrizione: obbligatoria, entro mercoledì 12 luglio, in sede, via e-mail info@caimorbegno.org
oppure contattando
Marco 348 9491422

 

USCITA 23/2017 DI MERCOLEDI’ 5 luglio

ESCURSIONE IN ALTA VALLE : LIVIGNO

ITINERARIO : ANELLO  VALLE DEL SALIENTE – VALLE DEL CANTONE – VALLE VIERA  o  VICEVERSA.

 

DISLIVELLO 1000  – DIFFICOLTA’ EE – TEMPO  5/6 H

RITROVO PARTENZA ORE 6.30  CAPRICCIO/LA RUOTA

 

USCITA 22/2017 DI MERCOLEDI’ 28 GIUGNO

LE PREVISIONI METEO NON CONSENTONO UNA NORMALE PROGRAMMAZIONE.

L’USCITA E’ PERTANTO SOSPESA.

 

PIZZO RACHELE (relazione salita)

Descrizione della salita:

A Chiareggio si attraversa il torrente Mallero sopra un ponte e si imbocca, verso destra, la pista sterrata che conduce ai rifugi. Dopo un primo tratto quasi pianeggiante la pista entra in Val Ventina. Ignorando nel prosieguo le deviazioni a sinistra e a destra, si supera il gradone della valle con un lieve strappo e si arriva al Rifugio Gerli-Porro (q. 1965 m) e poco più avanti al Rifugio Ventina (q. 1975 m, h 1,00 da Chiareggio). È un posto davvero idilliaco e molto frequentato la piana valliva dell’Alpe Ventina, con le larghe anse del torrente, il ghiacciaio con le sue alte morene laterali e le numerose vette che coronano la valle. Tra queste fa bella mostra di se stessa la nostra meta, il Pizzo Rachele.
Dai rifugi è ben individuabile anche l’intero percorso di salita, che si svolge lungo la piana valliva, sulla morena del ghiacciaio, sul ripido pendio detritico che adduce al Passo Ventina ed infine lungo la cresta NNE. Quindi, seguendo i numerosi segnali triangolari gialli dell’Alta Via della Valmalenco e le bandierine, dal Rifugio Ventina si prosegue con percorso pianeggiante in prossimità di un ramo del torrente, su grossi massi di ganda. Si inizia poi a salire lungo il fianco della morena del ghiacciaio, fino a raggiungere la sommità della stessa. Senza perdere dislivello si traversa poi a sinistra e si inizia a risalire l’erto pendio che conduce al Passo Ventina, i segnali sono sempre ben visibili.
La prima metà del pendio è formata da detriti di medie dimensioni, fino ad una conca innevata (ben individuabile nell’immagine principale), dove i segnali per ovvi motivi sono assenti. Essi proseguono sulla destra della conca e ci guidano con numerosi zig-zag sulla seconda metà del ripido pendio, fino a raggiungere il valico sopra citato (q. 2675 m). Inizia ora l’ascesa lungo la cresta NNE della nostra montagna. Inizialmente la cresta è larga e rocciosa, poi, seguendo gli ometti di pietre, si effettuano degli aggiramenti sulla sinistra, fino ad un intaglio. La breve discesa non comporta particolari difficoltà, ma la risalita, che si affronta un poco a destra del filo di cresta, presenta un passaggio di III+. È un breve ma ostico risalto che in discesa si supera con una doppia, in loco sono presenti diversi cordini per la calata.
A questo passaggio fanno seguito delle fasce trasversali di rocce, comunque superabili lungo delle fessure. Si risale poi un lungo pendio di sfasciumi che conduce ad un largo risalto quasi verticale della cresta. Questo viene superato per un canaletto diedro (II+) posizionato nel settore di destra del risalto. Il canaletto è ben appigliato ma all’uscita c’è una placchetta esposta. Anche qui è meglio affrontare la discesa con una breve doppia. Poco più avanti bisogna aggirare a destra uno spuntone roccioso, sfruttando una cengia un po’ stretta e poi un canaletto detritico che riporta in cresta, precisamente sull’anticima. Bisogna ora affrontare gli ultimo 50 metri di cresta altalenante ma abbastanza agevole che conduce in vetta.

USCITA 21/2017 DI MERCOLEDI’ 21 GIUGNO

ESCURSIONE IN VAL GEROLA – VALLE DI PESCEGALLO.

ITINERARIO DI MASSIMA: PESCEGALLO-LAGO DI PESCEGALLO-FORCELLINO-MONTE COLOMBAROLO-LAGHI DI PONTERANICA-SALMURANO-PESCEGALLO.

Dislivello 800/900  Difficoltà E   Tempo  4/5 H

RITROVO PARTENZA ORE 8.00 P.ZZA SAN ROCCO

MUSICA IN GIARDINO

Lo scorso venerdì 9 giugno la nostra sede è stata animata dalla serata di “Musica in giardino”, consueto appuntamento annuale di apertura della stagione estiva. Ospite di questa sesta edizione è stato il Coro alpino di Berbenno, che, sotto la direzione del maestro Gioele Peruzzi, ha allietato il numeroso pubblico di spettatori con una decina di brani in cui la montagna è protagonista.

Dalla Preghiera trentina alla colonna sonora di Italia K2, dalle musiche di Arturo Benedetti Michelangeli a quelle di Marco Maiero: il maestro Peruzzi, con brevi introduzione ai brani, ci ha accompagnato lungo un percorso alla scoperta del mondo della montagna, in tutte le sue sfumature.

La serata, resa piacevole anche dal clima fresco e dalla meravigliosa location dei giardini di palazzo Malacrida, si è conclusa con un bicchiere di vino, qualche stuzzichino e altri canti in compagnia.

PIZZO STELLA (gita alpinistica)

ITINERARIO

Salita:
Prima parte.

Partenza: 1440 m località Le Soste
Arrivo: 2042 m Rifugio Chiavenna
Profilo altimetrico: 650 m circa in ripida salita
Tempo medio di percorrenza: 1 ora e 40’
Tipo ambiente: sentiero alpino
Difficoltà: Turistica
Segnaletica: bandierine rosse e bianche, indicazione segnaletica C3
Recapito rifugio: tel. 0343.50.490, proprietà del C.A.I. Sezione di Chiavenna;

Lasciata l’auto si prosegue lungo strada (mulattiera) per circa 1 km, percorrendo il lato destro orografico del torrente Rabbiosa, giungendo dopo circa 20’ di percorso in prossimità dell’inizio del vero e proprio sentiero, immerso tra i larici, imboccabile sulla sinistra. In prossimità di un grosso sasso strapiombante sulla destra del percorso (faccia a monte) ha inizio il vero e proprio sentiero alpino il quale, in circa 1 ora e 20’, accompagnato da ripide balze e numerosi tornanti, conduce infine con un tratto a mezza costa verso destra in prossimità di un ruscelletto. Da qui si intravede la forcella che attraverseremo per immetterci nell’altopiano dell’Alpe Angeloga. Si prosegue su terreno meno impervio, laddove gli arbusti cedono il posto a sempreverdi, prati e “sassoni” e si entra nella bellissima piana dell’Angeloga, solcata al suo centro da un quieto ruscello. In 15’ si giunge al rifugio chiavenna, 2042 m.

Seconda Parte
Quota di partenza: 2042 m (Rifugio Chiavenna)
Quota Cima: 3163 m (Vetta Pizzo Stella)
Profilo altimetrico: 1121 m in continua salita
Tempo medio di percorrenza: 3 ore e 30’ – 3 ore e 45’
Tipo ambiente: ganda, pietraia, cresta innevata
Difficoltà: Alpinistica Facile (F) – brevi tratti in esposizione nel tratto finale e pochi passaggi di I-II° UIAA.
Segnaletica: ometti in pietra, radi bolli arancioni, alcune segnalazioni in vernice bianca.

Aggirato il lago sulla sua sponda orientale (sinistra) si procede su evidente traccia di sentiero verso sud sud-est. A quota 2400 m. circa il percorso piega verso sud (destra) puntando con decisione su ganda verso la cresta Ovest del Pizzo Stella. Si prosegue sull’evidente tracciato (assenza di indicazioni a vernice) sino a passare al di sotto di una parete verticale. Si sbuca su pietraia e si procede sempre più in direzione sud giungendo ad un ampio macereto (erba a stagione inoltrata, fanghiglia o neve ad inizio stagione). Evitare di seguire gli ometti più evidenti (che inducono a pensare che il tragitto percorra un cerchio ampio verso sinistra avvicinandosi al canalone nord del Pizzo) ma procedere sempre verso sud attraversando un gruppo di pietre “arrugginite”, per discendere brevemente e guadare il piccolo e torbido ruscello di fusione. Un tempo l’ampio vallone era occupato dalla vedretta dei Morteé, attualmente ne rimangono umili ricordi. Sostanzialmente il percorso compie una lunga diagonale verso destra (direzione sud-ovest). Seguire gli ometti in pietra verso sud sino a quando tracce di sentiero conducono verso sud-est e poi sud in rapida ascesa verso il contrafforte settentrionale della cresta Sud-Ovest, la famosa Cresta del Calcagnolo (a destra, faccia a monte, rispetto ad un tormentato canale di scolo, visibile già dal rifugio alla destra del noto canalone Centrale Nord). A quota 2900 m. circa si piega a sinistra, sempre in forte pendenza e su percorso meno friabile, per raggiungere un piccolo nevaio attraversabile senza alcuna difficoltà. Si prosegue sempre verso sud-sud-est su percorso non sempre obbligato per guadagnare la spalla della Cresta del Calcagnolo (alcuni segni e frecce a vernice arancione aiutano a rinvenire il tracciato in un delicato traverso verso destra con passaggi su roccette di I-II°). Guadagnata la cresta si procede per il suo largo groppone e con decisione verso Est (sinistra), giungendo in breve presso la Croce “Garlaschelli”; risalendo su sfasciumi su percorso ormai facilmente intuibile si giunge infine, in circa 20’, sull’ampio spiazzo della Croce di Vetta.
Tempo stimato di ascesa: 3 ore e 30’, 3 ore e 45’.

Discesa:
Terza parte
Partenza: vetta, 3163 m
Arrivo: auto e parcheggio, località di Soste, 1440 m
Profilo Altimetrico: discesa con dislivello complessivo di circa 1725 m
Tempo medio di percorrenza: 2 ore e 30’ sino al rifugio, 1 ora dal rifugio a Le Soste
Difficoltà: Alpinistica Facile, Turistica (dal Rifugio)

 

Ritrovo: Morbegno, sabato 17 ore 14,00 P.zza Stazione
Rifugio Chiavenna domenica 18 ore 7,30
Dislivello in salita: 1° giorno 650 m (da 1440 a 2042)
2° giorno 1121 m (da 2042 a 3163)
Difficoltà: Alpinistica facile F
Attrezzatura: Alpinistica, ramponi e picozza

Iscrizione: obbligatoria, entro giovedì 15 giugno, via e-mail info@caimorbegno.org oppure contattando:
Davide 335 6867355
Alda 338 1342563

 

USCITA 20/2017 DI MERCOLEDI’ 7 GIUGNO

ESCURSIONE ALLA CIMA VALLOCCI IN VALTARTANO

RITROVO PARTENZA ORE 8,00  CAPRICCIO

https://www.vienormali.it/mobile/cima-scheda.asp?cod=1906

VAL DI REZZALO

Per Domenica 11 giugno è prevista una facile escursione in Val d Rezzalo. La Valle, inserita nel territorio del Parco Nazionale dello Stelvio, ha conservato l’aspetto tradizionale, con le tipiche e pittoresche baite ed è ricca di flora e di fauna di grande bellezza ed interesse naturalistico. Si percorrerà una pista che fiancheggia il torrente Rezzalasco e, tra boschi di larici e pascoli, giunge fino alla piana di S. Bernardo, dove sorge la chiesetta omonima. Fitti boschi di larice, con ricco sottobosco di mirtillo e rododendro, accompagnano la strada fino a oltre i 2000 m. di Clevio. Qui il paesaggio assume un aspetto di alta montagna ed al bosco si sostituiscono i pascoli. Sul Passo dell’Alpe si possono ancora osservare i resti della linea fortificata militare, con gallerie, trincee e fortini. L’escursione potrebbe risultare abbastanza lunga; nel caso in cui partecipassero famiglie con bambini, o semplicemente persone non in grado di affrontare un lungo itinerario, il gruppo potrebbe essere diviso in due parti, con mete, e quindi lunghezze, differenti.

Caratteristiche: carrettabile ex-militare e mulattiera lungo la Val di Rezzalo
Segnaletica: cartelli del Parco Nazionale dello Stelvio
Partenza: Fumero 1465 m, abitato posto all’ingresso della Valle di Rezzalo, raggiungibile in auto staccandosi sulla destra della SS 38 dello Stelvio, poco prima di Le Prese.